06.09.2008 - Michele Annese Fare critica è impresa assai ardua. Tenere conto delle cose da salvare in un film che fondamentalmente non è stato gradevole non è facile. Aggiungiamo poi che le voci girano, e che uno dei film favoriti per la vittoria finale è The Hurt Locker di Kathryn Bigelow. Senza nulla togliere a un film che finalmente regala un po’ di azione in una mostra in cui la fanno da padrone i silenzi, bisogna pur ammettere che questo è un modo relativamente facile di eccitare lo spettatore: un uomo (Jeremy Renner) che disinnesca bombe al centro di Baghdad, sotto il tiro dei fucili nemici, non può non creare tensione. Ci si chiede quale bravura però ci sia nel mostrare tutto questo. Veder morire un iracheno non sconvolge affatto; un americano strappa via facili lacrime. Da salvare le musiche che accompagnano bene il ritmo del film. Un film che sa troppo di minestra riscaldata. |
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Regia: Kathryn Bigelow
Sceneggiatura: Mark Boal
Scenografia: Karl Juliusson
Fotografia: Barry Ackroyd
Montaggio: Bob Murawski, Chris Innis
Interpreti: Jeremy Rennes, Anthony Mackie, Brian Geraghty, Christian Camargo, Evangeline Lilly e con Ralph Fiennes, David Morse Guy Pearce
Produzione: Voltage Pictures
Distribuzione: Voltage Pictures
USA 2008
131’
Una squadra di artificieri perde il suo comandante. Questi viene sostituito da un nuovo sergente, che sconvolge l’economia della squadriglia. Il nuovo leader, efficiente ma allo stesso tempo incosciente, mostrerà il perché della sua apparente follia attraverso le sue gesta e il racconto della sua situazione familiare.
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