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Standing ovation per il maestro Olmi. Celentano regala gag


06.09.2008 - Annarita Landi

Sicuramente fuori dalle righe la consegna del Leone d’Oro alla Carriera ad Ermanno Olmi, avvenuta dalle mani di Adriano Celentano nella Sala Grande del Palazzo del Cinema. La particolarità di questo emozionante momento è legata proprio al molleggiato più famoso d’Italia, che ovunque va porta scompiglio. Prima si è fatto portare tre sedie sul palco (una anche per il direttore Muller) e poi ha esordito dicendo: «Non vorrei darti questo premio. Perché il premio alla carriera sottointende che uno non abbia più niente da dire e io credo che invece tu abbia ancora molto da dire». Olmi sta al gioco e sorridendo ammette: «effettivamente qualcosa da dire ce l’ho ancora». Da lì partono una serie di gag sulla consegna-non consegna del prestigioso premio che sfociano in una proposta di lavoro. «Forse è arrivato il momento di realizzare qualche marachella insieme, come ci siamo detti tante volte» dice Olmi a Celentano, che risponde: «Si, ma la regia chi la fa dei due?». Un momento ilare di fronte ad un foltissimo pubblico che ha espresso la propria stima al maestro con due lunghissime standing ovation e calorosi applausi.

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