09.09.2008 - Valeria Roccella Con una storia scritta interamente di suo pugno, Barmak Akram vuole portare lo spettatore a visitare la Kabul dei nostri giorni tra le strade polverose segnate dalle bombe, i vecchi costumi, e le nuove convenzioni sociali instaurati dopo la caduta del regime talebano. |

Regia: Barmak Akram
Sceneggiatura: Barmak Akram
Musica: Barmak Akram
Fotografia: Laurent Fleutot
Montaggio: Hervè de Luze, Pierre Haberer, Elise Fievet
Interpreti: Hadji Gul, Valery Shatz, Amélie Glenn, Mohammad Chafi Sahel, Helena Alam, Messi Gul Produzione: Fidelité Films
Distribuzione: Wild Bunch
Francia, Afghanistan 2008
94’
Kabul, oggi. Un tassista accoglie nella sua auto una donna totalmente coperta da un burqa azzurro con in braccio un bambino. Quando l’uomo porta a destinazione la cliente non si accorge che quest’ultima abbandona il neonato nella vettura. Da quel momento in poi il tassista inizia a girare per la città cercando una soluzione. Alla fine, dopo esser stato costretto a portarlo a casa, entra in contatto con una ONG che si offre di ricompensare con 100$ la madre se risponderà a un annuncio fatto tramite Radio Kabul. Si presenteranno diverse donne, tutte nascoste dal burqa azzurro, ma il tassista riconoscerà la madre del bambino da un neo sulla caviglia.
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