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Il “Padrino” del Festival Internazionale del Film di Roma


22.09.2008 - Valentina Iuffrida

Il Festival Internazionale del Film di Roma apre questa III edizione, rinnovata nella presidenza e nello spirito, con un evento speciale: Al Pacino, ritira il Marc’Aurelio d’oro alla carriera. Alla stampa si presenta allegro e disponibile, in completo grigio e cravatta petrolio: elegante, sorridente, intrattiene i giornalisti che non riescono proprio ad esimersi dal fare domande scontate. «Cosa prova a ricevere un premio alla carriera?», «Sono onorato – risponde l’attore – è molto difficile per me descrivere quello che provo: sono lusingato ma al tempo stesso questo premio mi spinge a chiedermi cosa farò adesso. È qualcosa di lusinghiero, ma anche molto pratico …». Quest’anno la retrospettiva sull’Actors Studio è ovviamente dedicata all’Attore, che parla con molto affetto dei suoi anni passati con Lee Strasberg, e delle prime esperienze fatte sul palcoscenico: «Lee è stato un caro amico oltre che un Maestro. Devo dire che io preferisco recitare in teatro piuttosto che davanti alla telecamera, proprio perché è da lì che ho iniziato, e mi piace molto il rapporto diretto con il pubblico, oltre ai testi che si possono rappresentare». Il protagonista di film memorabili come Scarface e Scent of a Woman, si lascia anche prendere in giro quando ci mette un po’ a capire che la domanda successiva arriva dal giornalista che si trova alla sua destra … con lui sul palco…! «Cosa fa Al Pacino per fare una buona impressione a un provino e che cosa preferisce dell’arte del recitare?». «È molto semplice: non presentarsi affatto, e andare a bere dopo lo spettacolo».

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