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Il Prossimo Tuo


22.09.2008 - Valentina Iuffrida

Due fili rossi attraversano Il Prossimo tuo di Anne Riitta Ciccone: la paura e il sesso. Jean - Paul (Jean – Hugues Anglade) è un giornalista sopravvissuto a un attentato in Iraq nel quale sono morti i suoi colleghi: tornato a Parigi non riesce a superare il trauma e l’unica cosa su cui concentra la sua vita è il porno. Eeva (Laura Malmivaara) fa la hostess di terra ad Helsinki, ma ha paura del contatto con le persone perché è stata violentata. Maddalena (Maya Sansa), vive a Roma e fa la pittrice; il sesso per lei non è un problema perché non significa niente: non sa legarsi a nessuno.
Una coproduzione Italo-franco-finlandese per parlare della paura dell’altro che caratterizza la nostra società.
Il racconto filmico si svolge con scene scontate che danno l’impressione di aver già visto tutto, di sapere già tutto: una serie di luoghi comuni, buttati qua e là in mezzo al dramma personale di ciascuno dei personaggi, pretendono di far luce sulla diffidenza che caratterizza la società attuale. Probabilmente non era necessario partire da storie di dolore individuale, che non hanno nulla a che fare con il momento storico che stiamo vivendo. Anche la tematica sessuale appare forzata: il rifiuto del contatto umano, che caratterizza il comportamento del personaggio che ha subito violenza, non sembra giustificare l’alienazione e il rifiuto dell’Altro a cui l’uomo di oggi tende. Inquadrature prevedibili, sceneggiatura imperniata su frasi fatte, musiche che sembrano pensate per un altro film, fanno di questo, un lavoro che non ha cuore né cervello. 

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