articolo

Festival Contaminazioni


22.09.2008 - Maria Rosaria Donisi

Cosa ci riserverà il teatro italiano di domani? Per rispondere a questa domanda abbiamo osservato gli attori dell'Accademia D'Arte Drammatica Silvio D'Amico durante il Festival Contaminazioni, manifestazione completamente autogestita dagli allievi. Dal 20 al 25 settembre, mentre in Accademia si svolgevano gli esami di ammissione per il nuovo anno, la Sala Grande e la Sala Gassman del Teatro dell'Orologio, hanno ospitato una serie di corti teatrali, liberi esperimenti coordinati dagli studenti in collaborazione con gli allievi del Conservatorio di Santa Cecilia. A metà tra la realtà e l'effimero, i testi scelti, alcuni introspettivi, altri sensuali, erano uniti da un unico filo rosso: la creatività e il rispetto dell’opera. L'alternanza di testi tradizionali a testi originali di autori emergenti (alcuni dei quali diplomandi presso la stessa accademia) risultano in armonia con l'intento della manifestazione, che vuole uscire dai canoni del saggio scolastico per misurarsi con l'impegno dell'adattamento e della regia. Così da La regola di Erika Barresi a L'ospite – Scherzetto notturno con vista di Anastasia Sciuto, si passa al più tradizionale Shakespeare. Attenzione, non un testo Shakesperiano qualunque, ma il Mac-beth, che scritto così, come compare sul programma di sala, rompe ogni miscredenza che aleggia intorno alla tragedia e, forse, sembra portare meno sfiga! I cambi di scena a vista e i continui mutamenti di scaletta hanno reso, sin dalla prima serata, lo spettatore complice di un tacito accordo che ci riporta al vero senso del teatro, a quel “facciamo finta che...”, che non a caso è l'essenza del recitare, del gioco e del trasformismo che gli inglesi saggiamente sintetizzano col termine play. Se La chiave dell'ascensore di Agota Kristof (corto che ha visto protagonista l'allieva Maria Piccolo) arriva diritto al cuore, grazie ai continui cambi di tono e di ritmi che compensano la staticità fisica dell'personaggio, in Per restare un attimo vicino al tuo cuore, tratto da Le notti bianche di Dostoievskij, i sogni e le ambizioni di questi giovani attori sembrano prendere il volo e le parole dell'autore (interpretate da Enoch Marella e dall'attrice Sofia Pulvirenti) si vestono di nuova linfa. Più di trenta corti in sei serate, una carrellata di volti non ancora noti, ma ancora per poco.

articolo precedente| torna indietro | segnala articolo | permalink | social bookmark | versione stampa | sezione superiore | articolo successivo