11.07.2008 - Elena Dolcini Il 9 luglio il gruppo americano, composto dall'insostituibile Jack White, dal melodico Brendan Benson, dal bassista Jack Lawrence, Patrick Keeler alla batteria e, non ultimo, da un quinto elemento alle tastiere, ha scelto per la sua prima esibizione italiana il palco dell'ormai immancabile manifestazione Ferrara sotto le stelle che, da tredici anni, arricchisce l'estate musicale proponendo al pubblico nomi altisonanti della scena contemporanea. Lo spettacolo lascia a bocca aperta dall'inizio alla fine. Per un'ora e mezza i Raconteurs, al loro secondo album (Broken Boy Soldiers e Consolers of the Lonely), si esibiscono rivelando una perfetta armonia musicale e una coinvolgente presenza scenica. Ahimè, è facile dimenticarsi della storica compagna di White. La nuova formazione, lungi dall'essere un casuale accompagnamento al carismatico e chiacchierato chitarrista di Detroit, s'impone come una tra le formazioni più originali e spettacolari di questi anni. White e Benson non si somigliano per niente, la loro formula vincente sta proprio in questa marcata differenza: i due chitarristi si completano a vicenda, l'hard rock e il blues del primo trovano pace nelle melodie armoniche della voce del secondo. Il primo è vestito di nero, ha un sorriso beffardo e furbetto stampato in faccia, mentre l'aspetto più composto e regolare del secondo sembra proprio ricordarci "abbiamo due anime diverse". Il pubblico numeroso non sta nella pelle, i Raconteurs sono in circolazione da quasi due anni, ma questi ragazzi americani possono già vantare una foltissima schiera di fan che conoscono a memoria le loro canzoni e li acclamano per tutta la durata dell'esibizione. Non c'è dubbio che il successo derivi in gran parte dalla presenza di White; fama meritata al cento per cento, visto che il ragazzo è sorprendente, bizzarro e soprattutto un eccellente chitarrista (non a caso Bob Dylan lo vuole come guest star per i suoi concerti). I Raconteurs stanno inaugurando qualcosa e lo stanno facendo nel migliore dei modi, le sonorità degli anni '60 e '70 a cui si richiamano non rischiano di annoverarli tra quelle formazioni che sì, sono brave, ma che in termini d'innovazione musicale non danno un minimo contributo alla scena; nel caso del gruppo americano queste citazioni, se così vogliamo chiamarle, sono sapientemente utilizzate da chi con estro e genio sa che cambiare è fondamentale per entrare a fare parte della storia della musica. |

FERRARA - Led Zeppelin, The Who, Rolling Stones: si potrebbero nominare questi e altri grandi della musica quando si ha l'immenso piacere di assistere a un concerto dei Raconteurs, ma, vista la portata dell'evento, è superfluo soffermarsi minuziosamente sulle influenze. Jack White e i suoi compagni stanno facendo qualcosa, stanno muovendo qualche passo in avanti, parliamo in grande, perché no, stanno dando vita a un genere nuovo, eclettico, saturo di rimandi a un passato chiamato in causa non per essere citato attraverso maestrie e virtuosismi tecnici, ma per contribuire all'evoluzione del contemporaneo musicale.
Info: www.theraconteurs.com - www.ferrarasottolestelle.com
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