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Playng For Charlie


24.10.2008 - Valentina Iuffrida

Charlie ha pochi mesi. Il suo papà è morto e la sua mamma Paula (Jodie Rimmer), malata di sclerosi multipla, fa i turni di notte in un call center per mantenere lui e suo fratello Tony (Jared Deperis). Ma di questa storia, dal titolo Playing for Charlie, il protagonista non è Charlie. É Tony.
Tony Hobbes, Hobbsy per gli amici, va a scuola di giorno e quando torna a casa bada al fratellino. Un ragazzo modello che ha un grande talento. Lui è un numero 10 del rugby. A sostenerlo l’allenatore, Mr Ruddock (Shane Connor), che vede un grande futuro per il suo pupillo e farà di tutto per aiutarlo. Potrebbe essere una storia banale questa raccontata da Pene Patrick, presentata nella sezione Alice nella città del Festival Internazionale del film di Roma, invece è un racconto molto garbato: la regista australiana, al suo primo lungometraggio, riesce a sottrarsi alla facile commozione pietista di un certo cinema contemporaneo, raccontando una storia drammatica, ma ricca di speranza, senza mai eccedere nei toni, tenendola lontana da stereotipi e luoghi comuni. Anche nel delineare la figura del fratellastro cattivo Scarf (Mark Leonard Winter), Pene Patrick non calca la mano, restituendo un personaggio negativo senza essere grottesco. Tony dunque si trova ad affrontare la crescita, il cambiamento che questa comporta, con un carico di responsabilità ingombrante, ma il suo sogno, la sua voglia di vivere, la consapevolezza del suo valore come giocatore e come essere umano, riescono a vincere le paure degli adulti. Un film sognante, che fa intravedere la possibilità di una seconda opportunità. Buona la prova del giovane attore australiano Jared Deperis nei panni del protagonista.

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