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Estômago - Una Storia Gastronomica


24.10.2008 - Maria Rosaria Donisi

Prendete due uova, una cipolla, uno spicchio d'aglio e soprattutto tanto rosmarino. Non è una ricetta qualsiasi, è Estômago, un film così appetitoso da far venire fame. La proiezione ha inaugurato la sezione “Occhio sul mondo” che quest'anno dedica la sua retrospettiva al Brasile. Al Festival Internazionale del Cinema di Rio de Janeiro, Estomago-una storia gastronomica si è aggiudicato ben quattro premi su cinque in concorso: miglior regista, miglior attore, premio del pubblico e premio speciale della giuria per il ruolo di Babu Santana. La storia di Raimondo Nonato colpisce il cuore e i sensi e riesce a strapparci più di un sorriso: il segreto del successo che sinora ha avuto questo film è tutto racchiuso nella ricetta della sua sceneggiatura. La vicenda del protagonista che è riuscito a ottenere con furbizia il rispetto dei suoi compagni di carcere, si intreccia con l'antefatto che ci permette di scoprire i motivi per i quali Raimondo è finito in cella. Da una squallida friggitoria che serve solo coxinhas e pastel, si passa ben presto all'ambiente sofisticato di un ristorante italiano, tempio del culto del cibo. La presenza del personaggio di Iria, una prostituta perennemente affamata, arricchisce la trama di particolari piccanti sino ad assumere un ruolo determinante nella svolta finale di questo giallo stravagante. Ciò che ci fa immediatamente amare il personaggio di Raimondo è la sua semplicità, il suo non essere un cuoco sopraffino, ma un ottimo apprendista, un uomo dotato di un talento inconsapevole che ben presto riesce a imparare tutti i segreti di un ottimo chef. Da qui partono numerosissimi rallenty e primi piani durante le scene in cui vengono preparate gustose ricette. Estômago cerca di insegnarci che non si devono avere pregiudizi sul cibo: in caso di necessità anche un piatto di formiche da sgranocchiare, se condito con tanto rosmarino (soprannome che riesce a farsi affibbiare Raimondo in carcere), può essere appetitoso. Un film sulle passioni primordiali, sulla sazietà dei sensi, che sino alla fine non smette di regalarci sorprese.

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