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Praga: da una primavera all'altra 1968-1969


23.01.2009 - Dario Parascandolo

La Repubblica Ceca si prepara ad affrontare il semestre di turno alla Presidenza dell'Unione Europea a pochi mesi dall'anniversario del 20 agosto 1968, giorno in cui le truppe del Patto di Varsavia invasero la Cecoslovacchia arrestando il movimento riformatore, ricco di fermenti culturali, passato alla storia come Primavera di Praga. Una primavera durata sei mesi, in cui il processo di destalinizzazione subì una brusca accelerazione, con provvedimenti che comprendevano il riconoscimento del diritto di sciopero e la riabilitazione delle vittime delle purghe staliniane. Un processo che le truppe sovietiche si affrettarono a frenare, bloccando tutti i programmi di riforme e avviando il processo di normalizzazione, nonostante il protrarsi di proteste operaie che culminarono il 16 gennaio 1969, quando lo studente Jan Palach si diede fuoco in Piazza Venceslao a Praga.
La mostra Praga: da una primavera all'altra 1968-1969, ospitata dal Palazzo delle Esposizioni a Roma fino al primo marzo, evoca con immagini fotografiche documentarie e d'autore i fatti storici che segnarono il semestre, tracciando il ritratto dei protagonisti mediante testimonianze, manifesti, volantini e documenti provenienti da archivi pubblici e privati. E, fino al 24 gennaio, parallelamente alla mostra, il Palazzo delle Esposizioni presenta una rassegna cinematografica inedita che ha come oggetto i film realizzati in Cecoslovacchia fra il 1967 e il 1969. Film che documentano e fotografano un Paese in cui l'esigenza di rinnovamento si scontra con un'immobilità sociale, con effetti spesso drammatici.
Film coraggiosi, la cui realizzazione fu maldestramente interrotta dalla censura della normalizzazione per poi essere completata verso la fine degli anni Ottanta, come piccoli messaggi in bottiglia destinati ai posteri.
La serata d'apertura ha visto la proiezione di Al fuoco pompieri! di Milos Forman, una splendida e trasparente satira al militarismo efficiente e all'ipocrisia della società. Un film corale apparentemente svagato, in cui il corpo dei pompieri di una cittadina boema organizza un ballo per festeggiare l'ex comandante ottuagenario. Ma tutto andrà a rotoli: il concorso di bellezza si rivelerà un fiasco, tutti i premi della lotteria verranno rubati e una casa nei dintorni della festa andrà a fuoco, anche a causa della lentezza dei vigili del fuoco. Il film fu censurato più volte e scatenò gli scioperi dei pompieri cecoslovacchi.
Ogni serata prevede anche la proiezione di cortometraggi, fra i cui autori spicca il regista surrealista Jan Švankmajer con ben tre riproposizioni, che mostrano chiaramente la qualità e la genialità dell'artista, fra suoni esasperati e oggetti inanimati che prendono vita mediante la tecnica dello stop-motion.
Nel film La prigione (1969-1990), il regista Hynec Bocan mette in scena una drammatica allegoria di una nazione in cui tutti gli aneliti di libertà vengono brutalmente isolati o soffocati con la violenza: un giovane educatore di riformatorio si distingue dal cinismo dei suoi colleghi applicando metodi di recupero basati sul dialogo e sul confronto. Ma tutti i suoi sforzi si riveleranno vani e ne subirà le spese in prima persona.
Fra gli appuntamenti da non perdere si segnala la serata conclusiva di sabato 24 gennaio con la riproposizione di Le allodole sul filo di Jiøí Menzel, un film collettivo e disincantato ambientato nei campi di lavoro durante gli anni dello stalinismo; Orso d'oro postumo al Festival di Berlino del 1990.
 

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