articolo

Gli incubi di Hazel


23.01.2009 - Dario Parascandolo

La piccola Hazel ha dieci anni, ed è una bambina sveglia e vivace, ma con serie difficoltà di socializzazione. In occasione della partenza dei genitori per una vacanza in Egitto, Hazel viene affidata alla zia Eugenia, ex nobildonna vedova caduta in disgrazia che vive in un vecchio maniero insieme al figlio Isambard, coetaneo di Hazel. Eugenia è un donna perfida, che non manca mai di maltrattare con le sue angherie e cattiverie il figlio e la fedele servitù. Le giornate trascorrono noiose per Hazel, fra l’antipatia e il mutismo di Isambard, la violenza verbale di zia Eugenia e il pessimo sugo di carne della cuoca, fin quando la bambina non si imbatte negli animali che popolano il giardino della tenuta. Isambard, infatti, accudisce un cane con una testa di legno, due maiali siamesi e anatre stressate che fumano sigarette. Ma le sorprese non sono finite qui. Hazel incontrerà presto, dopo un disperato tentativo di fuga dalla villa, tre animali mostruosi, che perseguitano costantemente i sogni di Eugenia. Hazel non è più sola, ma ha come nuovi amici un pitospino (un serpente con la testa di un porcospino), un gorillopardo (un gorilla con la testa di un ghepardo), e uno struzzorana (uno struzzo con la testa di una rana). La noiosa vacanza si trasforma quindi in un susseguirsi di avventure e colpi di scena, in cui la paura e la tristezza si alternano alla fantasia e alla meraviglia.
La favola nera Gli incubi di Hazel è il brillante esordio editoriale dell’attore e scrittore statunitense, ma britannico di adozione, Leander Deeny, che, grazie alla piccola Hazel, ha già venduto oltre mezzo milione di copie in tutto il mondo, con un romanzo in bilico fra il fantastico e il grottesco. Se in molti lo hanno già paragonato alle migliori favole dei fratelli Grimm, difficilmente Gli Incubi di Hazel potrà essere catalogato esclusivamente come letteratura per ragazzi: la struttura narrativa stratificata (come, ad esempio, l’inserimento di stralci del diario della perfida Eugenia, che spostano il punto di vista dell’io narrante), e una scrittura talvolta complessa e ricca di giochi di parole e di non-sense, rendono la lettura piacevole e avvincente anche per un pubblico più adulto. Grazie a uno stile lineare e rilassato, molto più simile a una sceneggiatura cinematografica che a un vero e proprio romanzo, il racconto si lascia leggere tutto d’un fiato, e il lettore si ritroverà immedesimato più di quanto gli consente il suo scetticismo, in un gioco di ruoli in cui nessuno è in realtà innocente, ma tutti miseramente colpevoli. Gli incubi di Hazel è in definitiva una storia di cattivi, un “tutti contro tutti” che è la vera novità di questa favola dark, che non mancherà di sorprendere il lettore, fin dalle provocatorie parole d’apertura : «Buona sera. Probabilmente tua madre merita di morire».
 

articolo precedente| torna indietro | segnala articolo | permalink | social bookmark | versione stampa | sezione superiore | articolo successivo