24.01.2009 - Dario Parascandolo Giungere alla fatidica età di sessantacinque anni e scoprire di averne quaranta in meno. A Paul McCartney non bastava essere il principale autore del più grande gruppo della storia, non gli era sufficiente avere scritto Yesterday e vivere nell’autocelebrazione. In età pensionabile Macca ha rimesso in piedi il progetto The Fireman in collaborazione con Youth, ex bassista dei Killing Joke; da ricordare che negli anni Novanta i due licenziarono un paio di dischi di divagazioni elettroniche prettamente strumentali, una sorta di passatempo di lusso per vecchi dinosauri annoiati. Oggi il terzo disco del duo è effettivamente un album compiuto, che brilla per freschezza e qualità compositiva. E, con ogni probabilità, non sarebbe errato pensare che l’ago della bilancia dell’apporto creativo penda, stavolta, proprio dal lato del baronetto, che negli ultimi anni sta vivendo un ottimo momento per la sua carriera (da procurarsi assolutamente Chaos end creation in the backyard del 2005). Chi cercherà all’interno dei solchi di Electric Arguments rimandi beatlesiani rimarrà deluso: oggi Paul McCartney è perennemente in bilico fra elettronica, blues, dance, pop da classifica e folk, concedendo uno sprazzo di nostalgia soltanto in Sun is shining. |
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The Fireman
Electric Arguments
(One Little Indian)
2008
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