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Revolutionary Road


29.01.2009 - Andrea Pirrello

Dopo dieci anni dal suo esordio nel cinema (American Beauty), Sam Mendes torna a raccontare l’insoddisfazione della vita borghese. Per farlo sceglie un racconto di Yates, gli anni ’50, rappresentativi della società borghese americana e, come in American Beauty, una coppia in pieno naufragio.
I giovani coniugi Wheeler, Leonardo Di Caprio e Kate Winslet, hanno dimenticato il tempo in cui si amavano. Troppo presto si sono trovati catapultati a vivere in Revolutionary Road, elegante zona residenziale, abitata da coppie “per bene”, e che di rivoluzionario ha ben poco. Del tempo in cui Frank e April Wheeler erano felici non ci viene narrato che il momento del loro incontro.
Il regista ci proietta immediatamente nella coltre densa di recriminazioni e frustrazioni che sta soffocando la coppia. Il comportamento dei due sembra ricalcare i cliché del rapporto coniugale che non sembra avere più futuro. Trovano un' apparente, superficiale soluzione nel progettare una nuova vita a Parigi, ma, crollata anche questa prospettiva, la coppia ripiomba nell’incertezza e nell'insofferenza. L’opportunità di un lavoro migliore proposta a Frank, e l’arrivo di un terzo figlio sembrano tarpare le ali al sogno di un nuovo inizio di April. I due sembrano incarnare due aspetti dell’epoca in cui è ambientata la pellicola: lui, ancorato all’idea di una affermazione personale legata al successo nel lavoro, rispecchia l’uomo medio della società americana che vive per sostentare la famiglia e vuole trovare il proprio posto nel microcosmo in cui vive; lei, lucida e cosciente di quello che sta vivendo, è proiettata verso il futuro, è già la donna degli anni Sessanta, pronta a cambiare tutto della sua vita per andare avanti. Ma Revolutionary Road non è abitata soltanto dai Wheeler. Frank e April sono circondati da un microcosmo di vite frustrate e esistenze rovinate. Una coppia di vicini anziani, con un figlio uscito da poco dal manicomio e una giovane coppia di loro amici. Entrambe conducono fino in fondo una vita fatta di doveri e responsabilità coniugali che li incatenano alla propria routine. Ognuno di loro però ha il proprio modo di sopportare la propria esistenza. L’unico a vedere chiaramente la mediocrità e la sofferenza di queste vite è il matto, il figlio della coppia di anziani. Mendes si rivela profondamente pessimista rispetto alla visione della società che ci aveva mostrato con American beauty.
L’infelicità che avvolge la piccola zona residenziale fa di Revoluscionary Road una strada senza uscita.

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