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I Giorni da Ricordare. La Shoah e il Cinema


29.01.2009 - Marco Boccia

Come tutti sanno il 27 gennaio è stato il Giorno della Memoria, istituito con la legge 211 del 20 luglio 2000 per ricordare la data (27 gennaio 1945) dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz e per commemorare la Shoah. Soprattutto è stato istituito per rendere omaggio a tutti quei cittadini ebrei vittime di leggi razziali, persecuzioni, deportazione, prigionia e sterminio, e tutti coloro che, pur in campi e schieramenti diversi, si opposero a quel folle progetto di genocidio, non esitando a salvare altre vite e a proteggere, in condizioni difficili, i perseguitati, mettendo in gioco anche la propria vita.
Il tema della Shoah, ancor prima dell’istituzionalizzazione della data, è stato ricordato ed omaggiato dal cinema. Non sempre, il cinema, è riuscito a raccontarlo, anzi spesso si è fatto del demagogico pietismo (vedi La Vita è Bella), altre volte invece è riuscito a restituire al pubblico una visione intima, sincera e anche ironica del peggior momento della storia dell’umanità.
Per aiutarci a ricordare e quindi per non dimenticare, abbiamo pensato di rivedere due film che più di altri, a nostro avviso, hanno le caratteristiche accennate sopra e che senza forzature di alcun genere riescono a raccontare quel momento.
I due film in questione sono: Au revoir les enfants – Arrivederci, Ragazzi di Louis Malle e Train de Vie – Un Treno per Vivere di Radu Mihaileanu.
Arrivederci, Ragazzi 
, del 1987 (che insieme a Il soffio al cuore  è il film più esplicitamente autobiografico dell’autore) è la storia di tre ragazzini ebrei clandestinamente ospitati in un collegio cattolico, prelevati in seguito a una spiata della Gestapo al direttore del collegio. All’interno delle storie individuali Mall riesce sapientemente a calare la Storia, evidenziando come la guerra non risparmi alcun luogo. Leone d'oro a Venezia '87.
L’altro film,  Un Treno per Vivere, è del 1998: un piccolo villaggio ebreo nell'Europa dell'Est progressivamente invasa dai nazisti sta per essere soggiogato. Il matto del paese ha un'idea: raccogliere il denaro sufficiente per mettere insieme un treno, convincere tutti gli abitanti a travestirsi da nazisti e da deportati e tentare così di passare le linee. L'impresa ha inizio tra consensi e dissensi. Il viaggio porterà ad incontrarsi, ma anche a scontrarsi.
Un lavoro, questo del regista romeno, che mescola ironia e profonda conoscenza della cultura ebraica, con musiche meravigliose curate da Goran Bregovic.
Questo è il nostro atto di memoria, perché non c’è peggior morte se non quella del ricordo.

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