Non esistono fenomeni morali, ma soltanto interpretazioni morali dei fenomeni ( Friedrich Nietzsche).
I personaggi che abitano il teatro sono fatti di carne e ossa, sono uomini come noi. Per questo, nonostante il contesto storico dettato dalla scrittura drammaturgica, sarà sempre compito del regista far riconoscere lo spettatore nei personaggi descritti dall'autore. E allora il teatro diventa poesia.
Udienza, testo dello scrittore e personaggio politico ceco Vaclàv Havel, è un colloquio grottesco, a tratti bizzarro, che utilizza il gioco degli schemi riproposti: proprio nel momento in cui le azioni e le battute dei due protagonisti divengono familiari e riconoscibili al pubblico, viene inserito il tema centrale, quello della repressione nei riguardi della libertà individuale.
Havel, nel 1968, in seguito alla repressione nata alla fine della Primavera di Praga, fu bandito dal teatro e iniziò un'intensa attività politica. In quest'atto unico del 1975 ci racconta la storia di uno scrittore che, a causa delle vicissitudini politiche avvenute nel suo paese, è costretto a guadagnarsi da vivere in uno squallido birrificio. Tutto il suo destino dipende dal suo capo alcolizzato e un po' folle. I personaggi, più che nella loro psicologia, sono descritti attraverso le loro azioni. La regia di Bontempo riesce a gestire il brano nell'ideologia che lo percorre grazie a un uso semplice dei movimenti. Il dialogo diventa così serrato, sia nelle battute che nei gesti. La scena ricostruisce alla perfezione l'ufficio squallido e trascurato della fabbrica, e lo spettatore quasisi diverte a contare il numero delle bottiglie di birra che vengono stappate durante la rappresentazione.
L'ironia del testo fa da principe.
A pochi passi dal Teatro, presso il Palazzo delle Esposizioni, resterà allestita sino all'1 marzo la mostra Praga. Da una primavera all'altra. 1968 - 1969.
Le arti si congiungono: un'ottima occasione per approfondire la conoscenza di un momento storico come quello della Primavera di Praga.
ARTICOLO SULLA MOSTRA: www.ilmachete.it/pagina-articolo-155-0.html