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Operazione Valchiria


31.01.2009 - Teresa Brancia

È nelle sale, la nuova pellicola di Bryan Singer, Operazione Valchiria, un lavoro che ha il pregio di raccontare al pubblico una pagina di storia poco conosciuta.
L’eroico tentativo di un manipolo di uomini integri, ufficiali della Wehrmacht, di resistere a Hitler dall’interno. La trama ci pone al cospetto del giovane colonnello Stauffenberg ( Tom Cruise), eroe di guerra pluridecorato e gravemente ferito in battaglia. Ben presto Stauffenberg si trova nella posizione di considerare le barbarie perpetrate dal nazismo come inaccettabili, tanto da decidere di poter continuare a servire un solo padrone: non Hitler, ma la Santa Germania. Tale atteggiamento permette al generale Tresckow (Kenneth Branagh) di avvicinarlo e attirarlo nella resistenza, di cui diventerà presto il motore propulsore. I cospiratori scelgono di utilizzare, per rovesciare il governo, il piano che Hitler stesso aveva pensato per consolidare il paese nell’eventualità della sua morte, l’Operazione Valchiria appunto, ma riscrivendolo a loro uso e consumo. Ed eccoci al punto: bisogna apportare le necessarie modifiche al documento e anche assassinare il Fuhrer. Stauffenberg si incarica di portare a termine tale progetto rischiando la vita, e conscio che, qualora fallisse nel suo intento, i suoi figli e l’amata moglie non sarebbero risparmiati.

Al film non manca certamente l’intrigo e la suspence, ma la sua maggior qualità è la fedeltà alla realtà storica, se pur romanzata.

Cruise è certamente una buona "cassa di risonanza", per quanto non brilli. Sarebbe stato bello emozionarsi un po’ di più, ma il servizio reso dalla pellicola alla storia è più che sufficiente.

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