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Senza Corpo - Voci dalla Nuova Scena Italiana


16.02.2009 - Valentina Iuffrida

Senza corpo nasce dalla mia esperienza di operatrice teatrale […]. Le occasioni in cui ho incontrato questi testi in giro per l’ Italia sono state ogni volta diverse, tappe di una mappa geografica e teatrale sempre in movimento […]. Adesso, a rileggerli, questi testi rivelano linee tematiche comuni, come somiglianze di famiglia.
 

Curato da Debora Pietrobono per la casa editrice Minimum Fax, Senza Corpo è un volume che riunisce una selezione di testi teatrali che hanno avuto numerosi riconoscimenti in Italia, e che sono stati già messi in scena nelle passate stagioni. L’intento è quello di raccogliere il lavoro di alcuni nuovi autori della drammaturgia contemporanea, delineando un panorama variopinto di voci e storie che arrivano dai diversi sostrati culturali delle regioni del nostro paese: otto racconti differenti che utilizzano la lingua italiana e il dialetto, per tematiche attuali ed eterogenee,attingendo alla memoria collettiva. Ad esempio l’esperienza del parto, raccontata con tenerezza e malinconia in Nati in Casa di Giuliana Musso e Massimo Somaglino, che alterna la cronaca di un travaglio, ai ricordi delle levatrici padovane che in tempi di guerra facevano nascere i bambini alla luce di un lumino, con acqua calda e tante lenzuola bianche.

O l’inquietante ma sardonico Il Cattivo di Michele Santeramo, che mette in scena l’interrogatorio di un candido cannibale ossessionato dalla necessità di saper dosare il sale nelle pietanze, che cerca di far ridere un silenzioso “brigadiè”. Una vera chicca è l’ironico e nostalgico Ecce Robot! Cronaca di un’ invasione di Daniele Timpano, in cui si ritroveranno tutti quelli che hanno amato i cartoni animati giapponesi, che canticchiano ancora la sigla di Lupin III e che sono stati bambini quando a scuola si parlava solo delle gesta di Mazinga Z o Goldrake.

Tutti i racconti sono corredati da indicazioni sulla messa in scena, e caratterizzati  dalla continua ricerca del rapporto con il lettore, spettatore in questo caso di una rappresentazione che può essere solo immaginata, ma che grazie alla freschezza di uno stile immediato e al continuo ammiccare a quel retroterra culturale che ci accomuna tutti, diventa esperienza di teatro, viaggio in posti sconosciuti della penisola e nuovo "canone letterario" a cui attingere per il futuro.

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