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The Dark Knight


17.02.2009 - Michele Annese

Ormai più che di una saga, per quanto riguarda Batman, credo si possa cominciare a parlare di serie Tv. Forse la più riuscita, cinematograficamente parlando, rappresentazione di un fumetto sul grande schermo, è stata vista e rivista in tutte le salse con risultati non sempre entusiasmanti. La sesta pellicola dell’uomo pipistrello, al primo vociferare della sua esistenza, aveva fatto storcere più di qualche naso. La domanda, legittima, era la più semplice possibile: perché? Per quale ragione infatti riproporre un personaggio spremuto come un limone e soprattutto con una storia già vista, tra l’altro magistralmente diretta da un Tim Burton nel 1989, anno del primissimo e forse migliore dei Batman? 
Con queste premesse, sembrava impossibile arrivare lontano. Senza contare poi, che Christopher Nolan aveva già diretto Batman Begins, certamente non il film più riuscito della saga.

Un discreto Christian Bale, buone atmosfere e un personaggio nudo e crudo. È esattamente da questo che il regista è ripartito. Piccole intuizioni. Di qui in poi, solo grandi scelte. Inanzitutto, il ruolo nevralgico dell' antagonista principale, assegnato ad un attore perfetto. Il compianto Heat Ledger, che incarna perfettamente il ruolo di un Joker meno folle e più schizofrenico. Sembrava impossibile superare l’interpretazione di Jack Nicholson. In effetti lo è. Però erano altri tempi, altre forme di recitazione. La rivisitazione regge comunque il paragone, e questo è comunque un risultato incredibile. Christian Bale non deve fare altro che replicare la buona interpretazione di Batman Begins. Vi riesce, senza infamia e senza lode, dunque. Maggie Gyllenhaal sostituisce, invece, la spenta Katie Holmes del Begins, con risultati altalenanti. Forse un’attrice più avvenente avrebbe coperto qualche piccola pecca di recitazione. Una parola va spesa anche per l’inossidabile Morgan Freeman e, soprattutto, per Aaron Eckhart, il procuratore distrettuale Harvey Dent, (Due Facce). Entrambi perfettamente calati nel proprio ruolo. Le musiche, accompagnano per mano lo spettatore fino alla fine e senza stonare mai.

La storia sa certamente di già visto, ma le intuizioni di Nolan fanno si che riesca comunque a sorprendere. I colpi di scena si susseguono incessantemente e, a differenza del primo Batman di Nolan, la computer grafica è dosata in modo impeccabile. Insomma buona la seconda per lui, e visto che, come si suol dire, non c’è due senza tre, aspettiamo ansiosi.

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