17.02.2009 - Federico Preziosi I Black Era hanno già conquistato un posto di tutto rispetto all’interno del panorama trip hop italiano.
Se Point of No Return è un valido debutto ricco di spunti interessanti e Then rappresenta il consolidamento di un’estetica fondata sulla manipolazione onnivora, sfruttando i suoni oscuri tipici della scena di Bristol e campionamenti estratti da alcuni brani di note metal band americane (citando Entombed e Isis su tutti), questo nuovo Ep rappresenta un antipasto delizioso in attesa della prossima release prevista per il prossimo autunno. Third Eye Guerrilla Ep, seppure composto da una manciata di brani, non si presenta musicalmente omogeneo. Tuttavia, a fare da trait d’union, bastano le tematiche a sfondo politico presenti in ogni singolo episodio. Di grande effetto sono le tre parti di Martyr: la prima, Soul, dedicata a Giovanni Falcone, è da considerarsi un’introduzione di grande effetto accompagnata dalle sferzate sonore dell’abile manipolatore di suoni, Blob. La seconda, Hands, omaggiando Enrico Mattei, si mostra più intensa e penetrante, non solo per il valore simbolico che esprime, ma anche per il contenuto puramente esplicativo che essa contiene: una vera e propria lezione di storia contemporanea a base di campioni e tensione melodica, impreziosita vocalmente dalla forza evocativa dell’impeccabile Dy Darshan, relegata in questo brano a un ruolo apparentemente secondario. Reason, l’ultima parte, presenta la voce di Pier Paolo Pasolini la quale esprime in pochi secondi l’essenza del suo pensiero, tagliato, cucito e adattato su misura dei Black Era, interrotto bruscamente nel suo flusso, esattamente come si spezzò la vita di uno degli intellettuali più prolifici del Novecento italiano.
Ma il picco più alto si presenta con la splendida Your Own Purple, di certo l’episodio più avvincente del disco, in cui la vocalist ci regala una performance eccellente: perfettamente a proprio agio si adagia soavemente su trame sonore elettroniche ed evocative, con quel pizzico di esotismo che non guasta mai. Più accessibile, ma non per questo meno apprezzabile, The Gift contribuisce a mantenere alto lo standard di questo piccolo ma intenso lavoro, liberamente scaricabile dal sito dell’etichetta …aquietbump.
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