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La notte degli Oscar


23.02.2009 - Marco Boccia

Ci siamo, i premi sono stati assegnati e non tutti i pronostici sono stati rispettati.
Vince The Slumdog Millionaire di Danny Boyle, conosciuto dal grande pubblico per il film Trainspotting. Certamente in contro tendenza rispetto alle precedenti edizioni, visto che il film del regista inglese, non era trainato da una grossa major e non era costato grandi cifre. Il pregio del film di Boyle è quello di entrare in un mondo sconosciuto e frustante, come gli slum di Mumbai, riuscendo a raccontare oltre la miseria, la speranza e quindi il desiderio di rivincita nei confronti di un destino cinico e baro. Sembrerebbe proprio che quest’anno i giurati dell’Accademy abbiano optato per film socialmente e politicamente forti e schierati, cavalcando l’onda anomala del consenso mossa dall’elezione di Obama, divenuto per gli americani e per il mondo intero il simbolo del cambiamento, l’emblema della speranza. Questo sembra agli occhi degli osservatori la chiave di lettura della premiazione tenutasi ieri 22 febbraio al Kodak Theatre, tanto è vero che anche il premio come miglior attore protagonista è stato assegnato ad un Sean Peann, magnificamente calato nei panni del primo omosessuale dichiarato ad assumere un ruolo politico nell’America degli anni Settanta. In generale non sappiamo se The Slumdog Millionair fosse il film migliore tra quelli presentati, ma certamente era quello che più si avvicinava ad esserlo, sicuramente la vittoria invece di Penn come miglior attore premia realmente il migliore in assoluto ( tra i candidati), visto che il lavoro fatto su se stesso per calarsi nei difficili panni di Milk è stato sorprendente e molto molto attento. Questo non va a sminuire il lavoro di Mikey Rourke, in gara con The Wrestler, che resta mirabile, però l’interpretazione di Penn così lontana dal suo modo di essere e dai suoi personaggi precedenti fa sì che risulti davvero sorprendente, mentre Rourke sembra restar vittima di un ruolo interpretato benissimo, ma che non deve aver chiesto grandi sforzi all’attore in quanto molto autobiografico. La migliore attrice protagonista è stata, come da pronostico, Kate Winslet per The Reader, la bella attrice riesce ad aggiudicarsi il premio nonostante l’agguerrita concorrenza della veterana degli Oscar Meryl Streep e nonostante varie polemiche intorno al film diretto da Stephen Daldry. Alla fine il vero sconfitto della notte holliwoodiana è Lo Strano Caso di Benjamin Button il film di David Fincher candidato a ben tredici statuette, ma che riesce a portare a casa solo tre premi e nessuno dei tre nelle categorie maggiori.
Si spengono le luci e tutti, vinti e vincitori, si danno appuntamento per l’anno prossimo per una nuova emozionante notte da Oscar.

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