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L'Onda


03.03.2009 - Dario Parascandolo

Il semiesordiente regista Dennis Gansel ha liberamente ambientato ai giorni nostri un evento di cronaca risalente agli anni Sessanta, quando un professore instaurò una dittatura all'interno della propria classe, costituendo una vera e propria squadra d'azione, violenta e xenofoba. Ma, oggi, è realmente possibile un regime autarchico? Gli studenti del carismatico professore Wenger appaiono scettici nel rispondere positivamente alla domanda, perché «se ne conoscono già le conseguenze». Ma, un po' per evadere dalla noia della “settimana a tema” con lezioni di stampo classico, un po' per sfidare sé stesso, Rainer in pochissimi giorni trasforma la sua classe in un corpo unico, compatto, annichilendo le identità personali per costruirne una collettiva, basata sull'ordine, la disciplina, la compostezza, la collaborazione. Gli studenti potranno intervenire soltanto uno alla volta e in piedi, mentre in aula ci si presenterà con camicia bianca e jeans, la divisa dell'Onda. Ma i ragazzi non tarderanno a vivere questo esperimento troppo sul serio, allargando il numero di adepti e compiendo atti di vandalismo e di violenza, soprattutto nei confronti di chi è “fuori”.
L'Onda è un film quantomeno controverso, che tocca temi di perenne e scottante attualità, immergendoli però in un calderone senza mordente travestito da teen-movie americano. Piacerà soprattutto agli adolescenti o a chi è cresciuto a pane, Dawson's Creek e tutti i serial giovanili, la cui influenza è da ricercare nella stilizzazione dei personaggi, nei dialoghi quantomeno irritanti, nel montaggio frenetico da videocilp, nelle situazioni familiari più varie e disastrate in cui versano i protagonisti, tutti in preda a crisi finto-esistenziali. Se la colonna sonora a base di punk anarchico (il “dittatore” Rainer è in realtà un ribelle calvo con le magliette dei Ramones) sembra risollevare il film dalla piattezza in cui versa per troppi minuti, il banale e scontato finale affonda definitivamente le sorti di un prodotto che presuntuosamente vuole apparire di denuncia. L'unico spunto realmente interessante degli oltre cento minuti di pellicola è offerto dagli studenti mentre elencano le cause probabili che potrebbero condurre verso l'instaurazione di una dittatura: crisi economica, iniquità sociale, razzismo, nazionalismo, disoccupazione. Probabilmente L'Onda potrebbe avere la ragione dalla sua parte: una dittatura oggi sarebbe ancora possibile, nonostante se ne conoscano le conseguenze.
 

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