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Settimana della Critica: Lǿnsj - Cold Lunch


28.08.2008 - Maria Rosaria Donisi

Leni ha sempre vissuto con suo padre e non conosce il mondo; quando subisce la perdita del genitore si trova ad affrontare una società fatta di gente insensibile che la guarda come un’aliena. Christer, sul punto di essere sbattuto fuori di casa, si ritrova alla ricerca disperata dei soldi per l’affitto. Heidi si lascia completamente sottomettere al volere del marito che pensa soltanto alla sua carriera. Nella Norvegia dal cielo limpido e dagli appartamenti tinti di bianco, le vite di Christer, Leni e Heidi sono dominate da una calma apparente che in realtà maschera il lato meschino dell’anima. Christer è uno studente senza prospettive: quando s’accorge di aver lavato col bucato i soldi destinati all’affitto spegne di colpo l’interruttore centrale della luce creando un corto circuito in tutto il condominio. Questa disattenzione si rivela fatale per la vita del padre di Leni che in quel momento stava tastando dei fusibili in una scatola. Leni rimane sola e i suoi occhi, da tempo inespressivi, diventano del tutto spenti. La sua casa viene messa in vendita, e lei non si oppone al gesto violento dell’agente immobiliare che la sbatte fuori. Heidi ha un bambino piccolo e un marito che non la valorizza come donna, né come madre. Il suo unico obiettivo è quello di servire il suo uomo per mantenere perenne uno stato di quiete fittizia. I dialoghi, non privi di sarcasmo, si dipanano con parole pesanti come macigni che vengono quasi sussurrate e dipingono una società norvegese algida e priva di compassione. Sembra non esserci morale in questo mondo a prima vista sobrio ed equilibrato, e il tema della morte, rappresentato dalla presenza di inquietanti uccelli che danzano nel cielo (il richiamo a Uccelli di Hitchock è immediato), percorre in maniera latente l’intera trama. L’opera prima di Eva Sørhaug non è una critica aspra al modello comportamentale della società norvegese, ma è un girotondo di anime che si incontrano sotto il tetto di un cielo dove avidi uccelli minacciano i personaggi che dopo aver errato nel tormento delle loro anime arriveranno, nonostante tutto, alla redenzione.

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