11.03.2009 - Giulia Dalla Negra
Il Mai Nato, ultima creazione di David S. Goyer (autore e regista di celebri produzioni come Il Cavaliere Oscuro e Batman begins) porta sul grande schermo un tema ampiamente affrontato dalla “letteratura” cinematografica americana: tra le anime dei defunti, alcune sono talmente corrotte da essere bandite dal Paradiso. Costrette a vagare al confine tra due mondi a cui non appartengono, cercano disperatamente un corpo per tornare in vita. Nonostante lo spunto narrativo, che innegabilmente cattura l’attenzione dello spettatore, lo sviluppo della storia si rivela, purtroppo, poco adeguato al punto di partenza. Strutturalmente infatti, il film non offre nessun elemento di novità, limitandosi molto spesso a ripercorrere lo schema diegetico di The Ring: la protagonista apparentemente turbata da un trauma passato (il suicidio della madre per Casey, la morte della nipote per Naomi Watts), la figura del bambino posseduto da un’entità maligna che ne compromette l’innocenza e ancora il processo di distruzione che investe chiunque cerchi di aiutare la vittima. E i riferimenti ai grandi classici dell’horror non sono finiti. Il bambino dei vicini che sussurra frasi inquietanti davanti alla culla della sorellina, ricorda per esempio Rosemary’s Baby di Polanski e alcune creature mostruose riportano a Silent Hill o a The Grudge. |
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