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Ero purissima


01.04.2009 - Giulia Dalla Negra

Ma tanto ho tutta questa memoria negli occhi che mi salva la vita. Con tutte le lacrime mie, le più belle lacrime mie. Vedrai mamma, andrà tutto bene. Come sempre vero? Come sempre no?

Poche parole. Pensieri serrati. Una finestra spalancata sul presente senza nessuna mediazione intellettuale o interpretativa. E’ lo sguardo che conta, la sguardo che cattura la realtà e cerca di esprimerla attraverso il linguaggio. Sono gli occhi di Eleonora Danco (autrice, regista e attrice romana) e dei suoi personaggi a raccontare, pagina dopo pagina, storie in bilico tra ironia e disperazione, esperienze passate che condizionano relazioni future, ricordi feroci che alimentano paure irrisolte.
Sei testi, pubblicati in ordine cronologico, ripercorrono circa un decennio del lavoro dell’artista, guidando il lettore attraverso le nevrosi delle grandi città, il peso delle frustrazioni personali e l’incapacità di interagire con il prossimo. In Ero purissima (che dà il titolo al libro) tutti i personaggi sono rinchiusi in uno stato di solitudine assoluta, nessuno è in grado di costruire rapporti né con la parola né con il gesto. L’autrice stessa definisce i protagonisti della vicenda “binari morti e paralleli che s’incontrano forse solo all’infinito, in un cielo scuro”. E ancora in Nessuno ci guarda si fa spazio una donna adulta in relazione a un’infanzia profondamente alterata. L’ossessione per la scuola, per il cibo e nei confronti di una famiglia che la soffoca di attenzioni, riemerge pesantemente nella vita presente scatenando ansia, insicurezza e depressione. Per nulla casualmente, il testo è ispirato alla pittura di Jackson Pollock: come i quadri dell’artista infatti, le storie di Eleonora Danco sembrano frutto di un ordine casuale, per poi rivelare invece, a uno sguardo più attento, un percorso quasi maniacale che lega il tempo andato a quello ancora in corso.
Da non sottovalutare la scelta di un linguaggio scarno e innovativo, poetico e arrabbiato, che si appoggia al dialetto romano per sottolineare ulteriormente il contatto continuo con la realtà.
Il libro di Eleonora Danco è uno strumento prezioso per conoscere la disfunzionalità dell’età contemporanea attraverso l’attualizzazione di alcune figure teatrali e cinematografiche del passato. Tornano prepotentemente “sulla scena” Amleto e la sua incolmabile solitudine, l’Accattone di Pasolini abietto e innocente allo stesso tempo e l’atmosfera magica dei film di Fellini. Pagine che senza dubbio aiutano a riflettere.
Pagine che fanno venire voglia di andare a teatro per vedere la parola trasformarsi in azione.

Per un approfondimento vi rimandiamo all'articolo
Pollock: Suggestioni da "Ero Purissima" di Eleonora Danco 
scritto dal redattore Elena Dolcini

http://www.ilmachete.it/pagina-articolo-239-0.html

 

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