28.08.2008 - Giulia Dalla Negra La realizzazione del lungometraggio Verso Est nasce dallo sviluppo in forma teatrale del progetto “In memoria” dedicato alla realtà del dopo-guerra in Bosnia. Verso est esprime il desiderio e l’esigenza di porre l’attenzione dello spettatore al centro del concetto di contemporaneità arricchendo le sue prospettive socio-politiche. Laura Angiulli (regista e curatrice del progetto) sottolinea come la società occidentale spesso dimostri di non avere la percezione di quanto paesi apparentemente distanti dalla nostra realtà siano invece interessati da problematiche profondamente attuali, nel caso della Bosnia la presenza di una mafia internazionale insospettabile è di certo un valido esempio. Verso est si presenta come un breve documentario di denuncia, come la possibilità di dare espressione al dolore delle persone che hanno vissuto e vivono un contesto nazionale tanto complesso. L’occhio dello spettatore è costretto a fermarsi nelle cosiddette “città martiri”: da Sarajevo, assediata e bombardata dai Serbi di Milosevic’, a Mostar, che ha subito una distruzione barbarica e l’orrore dei campi di concentramento organizzati dai nazionalisti Croati, fino ad arrivare a Srebrenica, teatro del più grande genocidio avvenuto in Europa dopo la seconda guerra mondiale. Verso est trasmette il senso di un incontro umano importante, un movimento di affettività nei confronti della nazione bosniaca, rappresentandola come una realtà da visitare, da osservare con rispetto, ma soprattutto da conoscere. E’ un elemento in particolare a unire e sovrapporre la dimensione storica a quella più strettamente personale: la presenza di Hatidza Mehmedovic’, presidente delle madri di Srebrenica, colpita dalla morte dei figli, del marito e dei congiunti di sesso maschile durante il genocidio del 1996. La testimonianza di Hatidza, portando in scena la verità di una tragedia di indicibile vastità, consente lo sviluppo di un racconto in bilico tra memoria e attualità. Prende forma sul grande schermo un percorso di intensità emotiva, una strada indispensabile perché il ruolo dello spettatore sia quello di un osservatore attivo, perché chi guarda possa dirsi emotivamente partecipe e storicamente cosciente. |

Regia: Laura Angiulli
Sceneggiatura: Laura Angiulli
Interpreti: Antonio Pennarella, Alessandra D'Elia, Predrag Matvejevic, Hatidza Mehmedovic, Zehra Deovic, Diana Hobel, Frederique Loliée, Minka Muftic, Adis Oric, Lorenza Pensato
Produzione: Laura Angiulli
Italia, Bosnia Erzegovina 2008
70'
Verso est è la risultante di un lungo percorso. Al centro la Bosnia, col suo passato ingombrante, e un presente tanto incerto quanto controverso. Tre città di quel paese – Sarajevo, Mostar, Srebrenica - , sollecitazioni diverse che si propongono nel contatto con la gente e la loro storia passata e presente. Sarajevo è la capitale. La memoria si è sostanziata con riflessi contraddittori nell’assetto politico vigente, e accende conseguenti opportunità di riflessioni e dibattito. Mostar è tutta nel vecchio ponte, ancora frantumata nella realtà dei ghetti, croati e musulmani. E infine Srebrenica, la città delle donne, la città del dolore. La città di Srebrenica Hatidza Mehmedovic’, protagonista del film, a cui è affidata la trasmissione di un carico emotivo fortemente presente all’affettività dell’autrice-regista.
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