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Il Lottatore


31.03.2009 - Maria Rosaria Donisi

Londra 1977. Un nero, alto come un palazzo. Sarà davvero esistito Ronnie Scott? Da qui partono i ricordi del Lottatore. L'incipit di un viaggio nella memoria, nella mente di un uomo che fruga ansimando nei suoi pensieri e che cerca di ricostruire immagini sconnesse. Il passato che non passò, il presente che non sembra aver più un senso. Forse il mondo lo avrebbe acclamato se fosse diventato qualcuno, ma il destino è stato beffardo e quel pugile, probabilmente, non è mai esistito.

Il testo di Fabrizio Ansaldo, autore e regista dello spettacolo, ci pone dinanzi a una realtà che più  che decifrabile vuole imporsi per essere ascoltata, per essere assorbita, proprio perché nasconde l'eco della memoria. E in questo spazio sconfinato, ove però il luogo fisico fa da contrappeso con una forza claustrofobica (non a caso sinora la pièce è stata portata in scena al Piccolo Teatro Campo d'Arte e al Teatro dell'Orologio, entrambi piccoli teatri di sperimentazione), il Lottatore vive il suo incontro-scontro con due ambigue figure, quasi efebiche, che con i loro atteggiamenti rappresentano l'eterna lotta tra il bene e il male. I due giovani circuiscono il Lottatore, lo portano sul ring della sua esistenza e lo trascinano in uno spazio non reale ove le musiche martellanti e i continui cambi di scena intervallati dal buio in sala rendono palese la frammentarietà del racconto.

Il testo, proprio per la sua peculiare intermittenza, si presterebbe senza ombra dubbio a un adattamento cinematografico.

Incuriositi dalla messinscena approfondiamo il nostro viaggio ne Il Lottatore con un'intervista all'attore Corrado Siddi, interprete dello spettacolo.

http://www.ilmachete.it/pagina.php?page=articolo&id=241
 


 

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