28.08.2008 - Andrea Pirrello L’incontro di due mondi vicini, la Cina e Hong Kong, attraverso l’incontro fugace e casuale di due vite, quelle di Li e di Jenny, entrambe proiettate sul cambiamento delle proprie esistenze. La Tang sceglie di seguire i propri personaggi con uno sguardo intimista, spesso attraverso superfici traslucide ( finestre, vetrate), quasi di nascosto e in silenzio. La struttura del film, semplice ed efficace, si costruisce su un continuo slittamento della storia da una dimensione narrativa (di finzione) a una documentaristica. L’intreccio narrato lascia spazio con delicatezza alla voce narrante del personaggio che, su una sequenza che riprende azioni quotidiane, racconta al pubblico la propria vita, il proprio mondo. Il passaggio dall’una all’altra dimensione non è segnato da alcun elemento di linguaggio, ma si manifesta come continuità naturale. L’intento dell’autrice sembra essere quello di raccontare tre solitudini smarrite nella nuova realtà del proprio paese. Tuttavia il film, elegante e delicato, resta superficiale non riuscendo, attraverso la vicenda intima, a raccontare un universo reale che si muove tra la Cina e Hong Kong. Un film a sorpresa che rimane in sordina, e che sicuramente non ha avuto l’effetto dirompente che ebbe Bin-jip (Ferro 3) di Kim Ki Duk del 2004, ma che conferma la linea culturale del direttore del Festival. |

Regia: Emily Tang
Sceneggiatura: Emily Tang
Fotografia: Lai Yiu Fai
Montaggio: Chow Keung
Scenografia: Lam Ching Interpreti : Yao Qian Yu e Cheng Tai Sheng
Produzione: Xtream Pictures
Distribuzione: Celluloid Dreams
Hong Kong/Cina 2008
97’
Le strade di due donne si incrociano in un momento cruciale delle loro vite. Lì vive in una triste cittadina industriale della Cina. Un giorno incontra un disabile che le chiede di trasportare un quadro a sud di Hong Kong, nella lontana città di Shenzhen. Là incontra Jenny una donna che ha appena divorziato e ha deciso di lasciare la vita di Hong Kong. Ancora una volta Muller, per il film a sorpresa della Mostra di Venezia, ha rivolto lo sguardo ad oriente scegliendo un film dai toni intimi.
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