15.04.2009 - Dario Parascandolo Femme fatale del rock anni '90, Pj Harvey, all'anagrafe Polly Jean, è stata più volte definita, probabilmente con superficialità, la Patti Smith del 2000. Nick Cave, suo completo alter ego maschile in tutto e per tutto, la definisce come «la ragazza con le mani più fredde e le labbra più calde» del mondo. Cresciuta nelle solitarie e desolate campagne del Dorset suonando il sax e dipingendo quadri in solitudine, Pj Harvey ha in comune con l'istrionico singer l'irruenza vocale e la timbrica oscura, che da sempre, soprattutto nei primi anni della sua carriera, ne costituisce il suo personalissimo marchio di fabbrica.
John Parish è un produttore e un compositore di razza. In Italia ha legato il suo nome agli Afterhours, collaborando alla stesura di Ballate per Piccole Iene e realizzandone il missaggio, mentre fra le sue numerose collaborazioni figurano quelle con Cesare Basile, Tracy Chapman e Goldfrapp. I due si conoscono da circa vent'anni, e il primo reale incontro discografico risale al 1994 quando Parish produsse il bellissimo To Bring You My Love di Polly Jean, prima di dare alle stampe Dance Hall at Louse Point nel 1996, unico episodio che porta la firma di entrambi. Prima, ovviamente, di A Woman a Man Walked By.
Se la continua e prolifica evoluzione della carriera artistica di Pj Harvey aveva toccato un punto morto con il precedente, intenso e minimale White Chalk, interamente scritto al pianoforte, oggi, probabilmente grazie all'intuito del geniale producer, compie un deciso passo indietro per aggirare con classe l'ostacolo. L'iniziale, nonché singolo di lancio del disco, Black Hearted Love ci restituisce una Polly Jean che recupera a piene mani la direzione intrapresa, e poi abbandonata, in dischi preziosissimi come Stories from the City, Stories from the Sea. L'approccio è decisamente indie vecchio stampo, con chitarre rumorosamente noise e echi di feedback che hanno fatto la fortuna di intere generazioni rock. Il duetto di banjo e chitarra di Sixteen, Fifteen, Fourteen ci mostra il duo in chiave folk, mentre nella titletrack Parish ci consegna un saggio del suo istrionismo vocale, prima di approdare alla dub-oriented The Chair.
L'uomo e la donna approderanno presto a Milano per l'unica data italiana del loro tour, prevista per il 4 maggio all'Auditorium di Milano, mentre si registrano i primi sold out a Manchester e a Londra.
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