Il suo nome è Lisbeth Salander. Ha ventisette anni ed è alta un metro e cinquanta. Non c’è limite alle fantasie che sono state vendute al pubblico su di lei. In questo numero, “Millennium” racconta come funzionari statali abbiano cospirato contro Lisbeth Salander per proteggere un assassino patologicamente malato.
Con l’ultimo capitolo della sua trilogia, Stieg Larsson porta a compimento la vicenda giudiziaria di Lisbeth Salander. La giovane hacker svedese è di nuovo immobilizzata in un letto d’ospedale, ma questa volta non sono le cinghie di cuoio di un manicomio a impedirle di muoversi, ma una pallottola che le è entrata in testa. La vita della ragazza costituisce una minaccia, se qualcuno decidesse di scavarvi in profondità, potenti organizzazioni segrete potrebbero essere velocemente distrutte. L’obiettivo è metterla a tacere per sempre. Verità fragili come castelli di carta.
Lisbeth.
Poco più che adolescente. Apparente vittima senza via di fuga, finita nella mani di una cellula dei servizi segreti deviati, che per anni ha protetto suo padre Zalachenko, (disertore ed ex spia russa), facendola rinchiudere in manicomio e dichiarandola incapace, in modo da impedirle di denunciare le gravi violenze commesse dall’uomo ai danni della famiglia.
Lisbeth.
Formidabile combattente, capace di supplire con la superiorità della mente e una volontà incredibile alla fragilità fisica e all’ingiustizia sociale.
Tra indagini private e inchieste di polizia, il solo ad avvicinarsi rapidamente alla realtà dei fatti sul passato della ragazza è Mikael Blomkvist. Mikael Dannatissimo Blomkvist (così lo chiama Lisbeth) decide di pubblicare su “Millennium” un articolo di denuncia sull’affare Salander, mettendo in crisi governo e servizi segreti. E’ esattamente il potere della denuncia il punto centrale di questo terzo romanzo di Stieg Larsson. Se nel primo e nel secondo volume infatti, i protagonisti erano rispettivamente Mikael Blomkvist e Lisbeth Salander, nel terzo identificare un vero e proprio personaggio principale non è del tutto possibile. L’autore pur servendosi della figura del giornalista battagliero, colpisce direttamente con le proprie parole lo stato svedese, uscendo in un certo senso allo scoperto. L’intero sviluppo della trama è sì costruito sull’attesa della rivelazione/affermazione della verità, attraverso un abile meccanismo di successione e sovrapposizione delle diverse storie dei personaggi, ma è lo scrittore a smascherare la Säpo (servizi segreti svedesi) e la Sezione illegale che agisce al suo interno. E’ Larsson a liberare Lisbeth e a restituirle una vita “normale”.
La regina dei castelli di carta chiude il ciclo di un sorprendente successo editoriale. La scomparsa prematura dell’autore ha interrotto infatti anche una possibile evoluzione della vita di “Millennium”. Il prossimo appuntamento per gli appassionati italiani di Larsson però è al cinema, dal 29 maggio, quando sarà nelle sale un film svedese su Uomini che odiano le donne, primo capitolo della trilogia, uscito a marzo in Nord Europa e che verrà presentato al Festival di Cannes.
LEGGI LA RECENSIONE SUL LIBRO Uomini che odiano le donne DI Stieg Larsson:
http://www.ilmachete.it/pagina-articolo-185-0.html
LEGGI LA RECENSIONE SUL LIBRO La ragazza che giocava con il fuoco DI Stieg Larsson:
http://www.ilmachete.it/pagina-articolo-229-0.html