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X-Men Le Origini: Wolverine


29.04.2009 - Michele Annese

L’ inizio è da urlo, di quelli che fanno sobbalzare i fan dell’artigliato canadese. Il piccolo James Howlett ancora non sa che diverrà uno dei mutanti più feroci e famosi della terra. Intanto il fan degli X-men gongola davanti a una delle sage più attese dell’universo del fumetto, proprio Wolverine – Origins fedelmente ritratta dal regista Gavin Hood. Poi una serie di scene al cardio palma di Logan impegnato nella guerra di secessione, quindi durante lo sbarco in Normandia e infine in Vietnam. “Spettacolo!” Verrebbe da esclamare. Poi implacabili metri e metri di pellicola si dipanano in una trama che sempre meno ha a che fare con la storia del Wolverine del fumetto e sempre di più somiglia a un artefatto filmico estremamente arzigogolato, ovvero sia un “costrutto” necessario allo snodo e alla giustificazione dei primi 3 film degli X-men.

Sì, è vero, lo spin-off del film andava fatto, perché troppo richiesto, perché il personaggio da solo bastava per giustificare la trilogia precedente, perché Hugh Jackman è perfetto nella parte (caratteristiche fisiche a parte: 1,90 cm l’australiano, 1,60 cm scarsi il canadese), ma sempre di Wolvie stiamo parlando. Come giustificare, dunque, il personaggio prorompente di Sabretooth abilmente interpretato da Liev Schreiber, misero comprimario nel primo X-men? E Lynn Collins, l’attrice che interpreta Volpe d’Argento? Spieghiamo per i profani: nel mondo dei fumetti non esiste la morte. Un personaggio può morire una settimana e quella successiva ripresentarsi vivo e vegeto nelle tavole di un fumetto. Uno dei pochi personaggi morti e sepolti da sempre è Volpe d’Argento, l’unica donna che (Jean Grey a parte) Wolverine abbia mai amato. Troppo puro il personaggio, troppo importante questo tassello nella vita di Logan anche solo per pensare che essa sia stata un trucco di Striker per incastrare Wolverine e costringerlo a ricoprire il suo scheletro di adamantio.

Qui Volpe d’Argento diventa una certa Kayla, per altro sorella di Emma Frost, altro personaggio storico della serie. Chi sia questa Kayla non si sa. Imperdonabile. D’accordo Striker alla fine del film è ancora vivo nonostante la sete di vendetta di Wolverine. E anche Creed si salva. Onore al merito. Ma si salva per il film, non per il fumetto. Dicevamo di Striker. Padre di Deadpool? Non esiste. E poi da reverendo a militare il passo è molto lungo. Ancora, Deadpool: è un altro personaggio. Le spade che gli escono dalle braccia? Il raggio ottico di ciclope? Mi chiedo se Hood abbia mai letto una storia di Deadpool. Per concludere: ho letto fumetti in cui Wolverine veniva letteralmente scarnificato e si rigenerava da una singola cellula di tessuto rimasta sulle sue ossa. E’ mai possibile che in tutti i duelli fra lui e Sabrethoot a colpi di artigli, non si versi una goccia di sangue? Alla fine persino il sangue sulla maglietta di Kayla risulterà essere falso.

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