08.05.2009 - Maria Rosaria Donisi Film del 1997, presentato in concorso alla 54 ª Mostra d'arte cinematografica di Venezia, il cui germe ispirativo ha radici ben più lontane. Lo testimonia il titolo di un documentario girato dall'autore alla fine degli anni '80: 00580 – Annotazioni per un documentario su Pozzuoli e Per il rione Terra da cui il regista riprende il discorso sulla Sibilla Cumana (interpretata da Olimpia Carlisi), personaggio descritto con tutta la sua solitudine e la sua follia nel leggere i responsi scritti sulle foglie di alloro che poi ammucchiava a caso e interpretava. In Giro di lune tra terra e mare, Gaudino ci guida attraverso una città sventrata, misteriosamente angusta e allo stesso tempo tattile, popolata dagli "spiriti del luogo": Agrippina, il martire cristiano Artema, San Paolo, il musicista Pergolesi, e infine la guerriera "Maria la puteolana", poi diventata “Maria la Pazza”, una donna bella, forte e coraggiosa, che salvò Pozzuoli dai nemici e “venne rispettata e onorata, prima elevata a eroina, e poi però gettata ai porci”. |

Regia: Giuseppe M. Gaudino
Sceneggiatura: Giuseppe M. Gaudino, Isabella Sandri, Heidrun Schleef
Fotografia: Tarek Ben Abdallah
Scenografia: Alessandro Marrazzo
Costumi: Paola Marchesin
Musica: Epsilon Indi
Montaggio: Giuseppe M. Gaudino, Roberto Perpignani
Produzione: Isabella SandrI, in collaborazione con Z.D.F.- RAI - Kiko Stella
Distribuzione: ISTITUTO LUCE
Interpreti: Aldo Bufi Landi, Tina Femiano, Salvatore Grasso, Antonio Pennarella, Olimpia Carlis, Angelica Ippolito, Sebastiano Colla, Antonella Stefanucci, Lucio De Cicco
Italia, 1997
125'
Presente e passato si incrociano a Pozzuoli, città dell'area flegrea in provincia di Napoli tormentata dal fenomeno del bradisismo. Siamo negli anni '70 e la famiglia Gioia è costretta a fuggire dalla sua abitazione, ma deve fare i conti anche con altri problemi: difronte a un'impostazione di stampo patriarcale i figli maggiori si ribellano. Scoppierà anche il colera e i Gioia saranno costretti a sbarazzarsi dei loro allevamenti di cozze dai quali dipendeva la propria sussistenza. Intanto Gennarino, il più giovane della famiglia, rievoca il passaggio a Pozzuoli di Nerone e di Agrippina. Tra questi ricordi compariranno anche Maria Puteolana, detta La Pazza, San Paolo in passaggio a Cuma, il giovane martire cristiano Artema trucidato dai compagni di scuola ai tempi dell'Impero Romano e ancora la Sibilla Cumana convinta di dover partorire il Messia. Don Salvatore e Donna Mena alla fine decideranno di tornare a vivere nel borgo vecchio, nonostante le continue scosse della terra. Il tempo passa e distrugge ogni cosa, mentre in periferia continuano a crescere nuovi quartieri popolari.
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