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Provaci ancora, Sam – Play it again, Sam


14.05.2009 - Maria Rosaria Donisi

Proprio quando credi che un film abbia già detto tutto, il teatro riesce a snidare ulteriori lati comici di una pellicola storica. Provaci ancora, Sam, testo di Woody Allen noto al grande pubblico per il film diretto da Herbert Ross nel 1972, è stato vestito a nuovo e rimesso in libertà dalla compagnia Anticamera del Vento, in una versione rivisitata e adattata al contesto italiano.
La scenografia strizza l'occhio agli anni '70, ma se i protagonisti parlano in toscano e in pugliese e la Roma dei giorni nostri si inserisce perfettamente nelle dinamiche del plot originario, ne viene fuori un mix spumeggiante, un omaggio nostalgico ad Allen. Merito della regia che, pur non intaccando il testo, riesce a valorizzare gli attori della compagnia cucendogli indosso armonicamente le caratteristiche dei personaggi senza farci mancare la Keaton e l'Allen dei tempi d'oro. I tempi comici sono serrati, non abbandonano il sarcasmo che da sempre caratterizza l'autore nei riguardi della psicanalisi e allo stesso tempo si vestono dal sapore nostrano: Parc Avenue diventa Torvajanica e Humphrey Bogart sembra balzare fuori da un film della commedia all'italiana.
Ottimo il disegno luci che, giocando su un contrasto freddo-caldo, sottolinea i momenti in cui Attilio, protagonista indiscusso, si immerge in una fase onirica e in scena si materializzano nuovi personaggi frutto della sua mente emotiva. I siparietti musicali, che ci fanno riaffiorare il ricordo del teatro avanspettacolo, non distolgono la nostra attenzione dalla commedia e riescono a integrarsi perfettamente nella rivisitazione del testo.
Plauso a Carbotti che non smentisce le sue doti attoriali.

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