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Angeli e Demoni


21.05.2009 - Valeria Roccella

Chiese, fontane, scale, statue, scienziati, preti, poliziotti, studiosi.
E poi morti, corse, sparatorie che finiscono in geniali colpi di scena.
Non manca quasi niente, tranne forse un tocco di minima veridicità.
Per la serie: spegnete il cellulare in sala e anche il cervello fino al termine della proiezione, grazie.
Anche la Chiesa, a differenza del precedente film Il Codice Da Vinci (in realtà sequel cartaceo dell’ormai famoso e ricco Dan Brown), ha commentato e additato molto meno a discapito della pubblicità della pellicola che era già partita in sordina.


« Il mio obiettivo... è di dare al pubblico un importante avvertimento: godetevi il film, ma sappiate che si tratta di una favola. È basato su miti cattivi, intenzionalmente avanzati da Brown-Howard. »


Così apostrofa tranquillamente William A. Donohue, direttore della Lega Cattolica Americana, e non ha tutti i torti. Nessuno può credere a un film del genere. Anche loro se ne sono accorti.
Si potrebbe credere a esperimenti ultraterreni del Cern, a studi particolarissimi e precisi su sette passate, addirittura a un camerlengo mai visto così sexy…ma non puoi far credere a un romano di riuscire a raggiungere in meno di un minuto la Basilica di San Pietro da Santa Maria della Vittoria.
Da quel momento in poi tutto inizia a sembrare troppo finto.
Sparatoria uno contro mille nella chiesa in costruzione, lui incolume e tutti morti intorno. 
Esplosione nucleare con successivo volo in paracadute, fontane e muri rotti e lui sempre incolume. Tom Hanks sembra quasi Rambo. Pier Francesco Favino invece dapprima si mette all guida con una notevole scioltazza, (neanche avesse supercar, ma tanto è tutta pubblicità al nuovo modello dell’auto), e poi muore così tristemente in un nanosecondo. Anche questo è troppo finto.
Facile e logico dire la solita frase “il libro è sempre meglio del film”, anche perché è ovvio che una trasposizione necessita sempre di accorgimenti, quindi vai coi “taglia e cuci” o “cancella e modifica in modalità on”. Facile sì, ma fosse mai successo il contrario! Comunque la storia stampata, pur togliendo il contorno, è sempre quella.
In ogni caso non bisogna prendersela con Ron Howard, che ha comunque il merito di aver di creato una regia con inquadrature e movimenti notevoli, anche grazie alla meravigliosa fotografia e allle ricostruzioni dei luoghi sacri (vietate di essere riprese) trasposti in maniera quasi maniacalmente perfetta.
Anche per gli attori in fin dei conti non si può dire nulla: un Tom Hanks sempreverde e un McGregor faccia d’angelo ma demone in corpo. Per quanto riguarda lo scirttore avrà certamente studiato a tavolino la cartina della capitale per costruire un romanzo incalzante. Il film infatti è anche una fantastica cartolina vivente di Roma che porterà turisti a flotte (anche se la Capitale è fotunatamente sempre piena di visitatori... fra un po’ il centro scoppierà di gente!), farà sognare chi non potrà godersi la città dal vivo e renderà orgoglioso chi invece ci vive.
Consigliamo allo spettatore di godersi il film senza pensare a nulla, solo per intrattenimento e relax, ma soprattutto senza cercare di trovare un senso a ciò che vede o una relazione precisa con l’omonimo romanzo perché altrimenti potrebbe restare duramente deluso. 

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