13.06.2009 - Andrea Pirrello A cosa può aggrapparsi un uomo inglese della working class quando tutta la sua vita sembra essere andata a rotoli?
La risposta è quanto di più semplice si possa pensare: il calcio.
Esiste un inglese che ne possa fare a meno?
Per Eric Bishop, protagonista dell’ultima pellicola di Ken Loach presentata allo scorso Festival di Cannes, si rivela l’unica nota positiva di una vita fatta di stonature e fallimenti.
Proprio quando Eric si trova faccia a faccia con i suoi ricordi, con quello che sembra perduto, che è dalla sua passione, ovvero dal Manchester, arriva una voce ad aiutarlo.
Più che una voce arriva proprio lui: Eric Cantona. Il calciatore filosofo, colui che lasciò di sasso tutti con l’aforisma sui “gabbiani”. Come Bogart per il povero Sam, in Provaci ancora Sam di Woody Allen, Cantona appare a Eric Bishop in una notte di rimpianti per indicargli la via.
La stella del Manchester, accompagnerà il protagonista nel percorso che lo porterà a recuperare fiducia in se stesso e negli altri.
Un incipit di impatto che porta direttamente dentro il quotidiano del protagonista, l’Inghilterra di Loach, disadorna, cruda e reale come sempre. È subito chiaro che la vicenda si svolgerà, come altre storie già raccontate dal regista (ad esempio in My name is Joe), all’improvviso; in un racconto che ha già preso la via della commedia, appare “l’elemento magico” (complice l’erba rubata dal figlio).
Nel realismo puro e spesso feroce del regista, per la prima volta, si inserisce il fantastico.
Una commedia carica di energia, ricca di amore per il Manchester e per la vita, dove non manca lo sguardo crudo nei confronti dei disagi della classe lavoratrice.
Il regista non rinuncia con la commedia alla durezza dell’ambiente che è solito rappresentare, ma per la prima volta, i suoi personaggi prendono una strada diversa.
Non sono sopraffatti dall’ambiente in cui vivono e dalle circostanze della propria vita, ma affrontano le difficoltà e le tragedie che incontrano con coraggio e determinazione.
Tutto questo grazie alla guida spirituale di un eroe del calcio inglese che riesce a far capire quanto sia vitale il lavoro di squadra.
God save Cantona!
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