10.07.2009 - Dario Parascandolo Il tour più costoso della storia, una produzione da 150 milioni di dollari e 120 camion, e biglietti che hanno sfiorato i 200 euro al botteghino. Gli U2 sono di nuovo on the road, e, come sempre, ribadiscono il loro ruolo di leader mondiale del music business. Due date in Italia, entrambe presso lo stadio Meazza di Milano il 7 e l'8 luglio. Un palco da quarto millennio: un ragno di 55 metri d'altezza sovrasta il centrocampo, con uno schermo visibile a 360 gradi. Dallo Zoo Tv, passando per il Pop Mart e il Vertigo Tour, la band di Dublino ci ha sempre abituato al più grande spettacolo itinerante, con ambientazioni futuristiche da numeri record, e oggi ribadiscono uno stato di grazia che sembra non voler finire mai, come dimostra il ben riuscito No Line on the Horizon, accolto con toni entusiastici da pubblico e critica. Ci credono ancora gli U2. Bono afferma che i Rolling Stones sono finiti da un pezzo perché Mick Jagger e Keith Richards hanno smesso di lavorare in simbiosi. Lungi dal diventare un fenomeno circense, i quattro irlandesi più famosi del mondo dimostrano dal vivo di sentirsi a proprio agio soprattutto nella riproposizione degli ultimi lavori. Ben dodici dei ventiquattro brani in scaletta sono tratti dagli ultimi tre dischi, mentre sono stati del tutto snobbati Pop, Zooropa, Boy, October e Rattle & Hum. Alcune cose del passato (Pride) sono state semplici esercizi di una routine che, per fortuna, sembra non voglia finire mai. Apre le danze un assolo del batterista Larry Mullen in maglietta bianca, e immediatamente parte Breathe. Il meglio di No Line viene sciorinato nei primi quattro brani, con le perfette esecuzioni della title track, Get on Your Boots e Magnificent, ormai già un classico. Non mancano le chicche, come una Party Girl che sembrava dimenticata, eseguita mentre Bono brinda con la figlia Eve al suo diciottesimo compleanno. Come annunciato arriva puntuale il tributo a Michael Jackson, a poche ore di distanza dal suo funerale. Angel of Harlem è dedicata al "Re del pop", mentre Man in the Mirror scatena una generale commozione. E puntuale giunge anche l'omelia politica, con una particolare “dedica” al nostro premier, un uomo che “non mantiene le promesse”. La predica è conclusa dal giro di chitarra dell'immortale One, in una veste raramente così toccante ed emozionante. Vertigo fa coppia con il remix di I'll Go Crazy if I Don't Go Crazy Tonight, e San Siro si trasforma in una gigante discoteca degna del Pop Mart Tour. Da brivido la chiusura affidata all'intensa Moment of Surrender, con il Bono più ispirato che ci si potesse aspettare. Il tour dei record continuerà a girare per il mondo. Intanto il 7 luglio le 77 mila persone accorse al Meazza di Milano son tornate a casa con la certezza di aver assistito allo spettacolo della più grande band del mondo, nel bene e nel male. |
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U2
Live @ Stadio Meazza, Milano
7 luglio 2009
Breathe
No Line on the Horizon
Get on Your Boots
Magnificent
Beautiful Day
I Still Haven't Found What I'm Looking For
Stand By Me
Angel of Harlem (Man in the Mirror)
Trash, Trampoline and the Party Girl
In a Little While
Unknown Caller
The Unforgettable Fire
City of Blinding Lights
Vertigo
I'll Go Crazy if I Don't Go Crazy Tonight
Sunday Bloody Sunday
Pride
MLK
Walk on
Where the Streets Have No Name
One
Ultra Violet
With or Without You
Moment of Surrender
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