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Lettera a un amico


10.07.2009 - Dario Parascandolo

26 giugno 2009, ore 4:40

Caro Michael,
in televisione la CNN continua a mandare in onda le tue mille metamorfosi, i tuoi eccessi di popolarità, di vendite e di interventi chirurgici, tutti sottotitolati con l'epitaffio “Music legend dies at the age of 50”. Un'intera notte in balia dei coccodrilli che piangono l'icona dell'ultimo secolo fino all'altro ieri massacrata, fatta a brandelli da un'opinione pubblica prontissima a sputare fango su chi è arrivato più in alto di tutti. Oltre la morte la beffa. E la lunga kermesse di interviste che l'intero pianeta sta trasmettendo era già preparata da tempo. La tua morte non è stata così improvvisa, era prevista, anzi attesa, ed è giunta puntuale.

Hai assistito per lunghi mesi a una folle e spregiudicata rincorsa allo scoop, all'indiscrezione sulla nuova malattia che ti dava per spacciato. Che si chiami tumore della pelle, deficienza di alfa1 antitripsina, enfisema polmonare o emorragia gastrointestinale, oggi non ha più rilevanza.
Stavi preparando i tuoi ultimi cinquanta concerti, nella speranza del canto del cigno. E invece te ne sei andato via in silenzio, da solo.
Che lo sciacallaggio abbia inizio, con la sfilata di inviati e opinionisti con le bocche piene di parole come “icona”, “genio”, “Peter Pan”. Quelle stesse persone fino a ieri ti hanno chiamato pedofilo.

I discografici da domani pianificheranno gli investimenti, comincerà anche per te l'infinita serie di out-takes, inediti, rarità e tributi. Saranno gli stessi discografici che ti hanno portato via l'infanzia e a cui hai fatto vendere 750 milioni di dischi, e gli stessi che non avrebbero scommesso un dollaro sulla tua immagine da re malato e in esilio, in pigiama sulla sedia a rotelle. Continueranno a sfruttarti da morto, quando finalmente calerà il silenzio sul colore della tua pelle, sul tuo volto grottesco, sul tuo naso da record. Sei stato giudicato innocente di dieci capi d'imputazione (fra cui molestie su minori e l'accusa di un presunto complotto per sequestrare il ragazzino), ma questo per noi gente comune è stato un dettaglio. Meglio ridere della tua maschera che cade a pezzi piuttosto che ascoltare la tua musica.
La tua colpa è stata l'aver disperatamente e ingenuamente tentato di dare una lustrata alla tua immagine pubblica, combattendo sullo stesso campo di chi ti ha attaccato, giocando sul gossip.
Una partita persa in partenza, sempre giocata in difesa, e per giunta da solo. 

Nel 1991 cantavi di un «mondo migliore per te, per noi e per tutto il genere umano».
Oggi questo mondo ha perso la figura più rappresentativa del suo tempo.
Riposa in pace Re del pop.

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