articolo

Storia di un Grande Naso


17.07.2009 - la Redazione

Amante - non per sé - molto eloquente
Qui riposa Cirano
Ercole Saviniano
Signor di Bergerac
Che in vita sua fu tutto e lo fu invano!
...
Io me ne vo... Scusate: non può essa aspettarmi.
Il raggio della luna, ecco, viene a chiamarmi

Pronunciando il proprio epitaffio esce di scena, uno degli eroi romantici più rappresentati nella cultura del secolo scorso.
Savinien de Cyrano de Bergerac visse realmente, prima di diventare il personaggio dell’opera teatrale di Rostand. Nacque a Parigi nel 1619 (morì nel 1655), fu un uomo dal temperamento brillante e fantasioso, il primo duello lo ebbe all'età di venti anni; il gusto rimastogli da questa esperienza, uniti al suo carattere incline all'avventura, lo spinsero ad entrare come cadetto nella compagnia delle Guardie.
Colto e appassionato intellettuale libertino, scrisse i "romanzi straordinari": L'altro mondo o Gli stati e Gli Imperi della Luna (L'autre monde ou Les é tats et empires de la lune, pubblicato nel 1657) e Gli stati e Imperi del Sole (Les états et empires du soleil, pubblicato nel 1662) che raccontano in una prosa barrocchista, di un viaggio meraviglioso nelle regioni del sole e della luna, anticipando quello che nell’Ottocento sarà l’argomento principale dellì opera di Jules Verne.
Poco rispettoso delle istituzioni religiose, fu un libertino, quando significava sposare una nuova filosofia di vita che esalta l’individuo la sua libertà immaginativa ed istintiva.
Le sue opere, sempre sul confine tra sfrenata fantasia e analisi di teorie scientifiche, costituiscono un preludio a quello che sarà poi il “romanzo filosofico”. Una vita vissuta all’insegna dell’avventura, sia nei duelli che tra le carte. Un personaggio assunto come pretesto da Rostand per dar vita a un opera incentrata sui valori della moralità e della libertà.
Ma Cyrano non è solo questo: è si un uomo che non vuole legarsi a nessun padrone, che riesce a dire con coraggio e fermezza il “No grazie” che solitamente non si nega alle alte cariche, ma diviene, per mano di Rostand, anche un eroe romantico, capace di toccar coi versi con la stessa destrezza con cui utilizza la sua spada.

 

Poi, se venga il trionfo, per fortuna o per arte, non doverne darne a Cesare la più piccola parte, aver tutta la palma della meta compita, e, disdegnando d'essere l'edera parassita, pur non la quercia essendo, o il gran tiglio fronzuto salir anche non alto, ma salir senza aiuto!
(Cyrano de Bergerac, atto II, scena ottava)


Così Cyrano s’innalza, si batte, s’arrampica in alto con tutta le forze in suo possesso, e lo fa contro tutto e tutti. Contro il sistema che vorrebbe incastrarlo, contro il suo aspetto, che sin dalla nascita lo ha costretto a volar basso. La sua guasconeria è però galanteria e non tollera la mancanza di rispetto per il prossimo.

Cyrano è da sempre teatro, lo si ritrova nei libri di letteratura, si adatta alla musica e non poteva restare inosservato al cinema. L’animo nobile del cadetto di Guascogna continua a vivere e a far rivivere il mito, attraverso la poesia, grazie a nuovi strumenti che nel corso dei secoli divengono sempre più sopraffini.
Le favole belle, quelle vere, non muoiono mai.

articolo precedente| torna indietro | segnala articolo | permalink | social bookmark | versione stampa | sezione superiore | articolo successivo