15.10.2009 - Andrea Pirrello Dal racconto di chi ha vissuto qui momenti ( l’ex ministro Sergio Bitar, il prigioniero numero 10 del titolo) Littin si discosta molto poco. Nella sua pellicola riesce a restituire l’amarezza e la crudezza delle parole del prigioniero. Lo stile del regista e le scelte fotografiche ne fanno una testimonianza visiva, quasi un documento storico, più che un film di finzione. La macchina a mano sempre molto vicina ai personaggi, quasi a respirare con i protagonisti tanto da entrare nello sguardo di uno di loro che, impazzito per una punizione passata in isolamento, comincia a vedere tutto sottosopra. La fotografia fortemente contrastata e dura, quasi feroce, evocando una qualità di trent’anni fa, dona al racconto la concretezza del documento cinematografico. Questo infondo è il romanzo da cui è tratto, una testimonianza diretta, e il film sembra voler essere anch’esso testimonianza diretta di quel doloroso momento della storia del Cile. |

Festival Internazionale del Film di Roma
Concorso
Regia: Miguel Littin
Sceneggiatura: Miguel Littin (dal romanzo ISLA 10 di Sergio Bitar)
Direzione della fotografia: Miguel Ioan Littin
Montaggio: Andrea Yaconi
Interpreti: Benjamin Vicuña Cristián De La Fuente Pablo Krög Jose Bertrand Sergio Hernandez Luis Dubó Matias Vega Horacio Videla Alejandro Goic Caco Monteiro Andres Skoknic Elvis Fuentes Pedro Villagra Jose Martín
Produzione: Azul Film
Cile,Brasile,Venezuela
2009
117
11 Settembre 1973. Un colpo di stato rovescia il governo di Salvatore Allende. I suoi ministri e i più stretti collaboratori vennero confinati come prigionieri di guerra nell’isola di Dawson.
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