17.10.2009 - Andrea Pirrello Quest'anno il Festival Internazionale del Film di Roma ha aperto il ciclo di incontri con chi il cinema lo fa, con una conversazione fra autori: Giuseppe Tornatore e Gabriele Muccino.
L'evento, condotto da Mario Sesti e Piera De Tassis, ha creato un cortocircuito particolare tra i due ospiti, che a fatto scoprire affinità e analogie sul loro modo di vivere il cinema. Evidente la differenza di età e di esperienza tra i due: un Tornatore maturo e sicuro di se, sereno, e un Muccino nervoso, impacciato quasi, nonostante il successo internazionale.
Il gioco è stato quello di far scegliere a ognuno degli ospiti, delle sequenze tratte dai film dell'altro. Questo ha messo in moto un dialogo fatto di parole e immagini in cui i due scoprivano di avere in comune molto più di quello che ci si potesse aspettare. La stessa maniera di relazionarsi alle proprie opere, al propio percorso, una sensibilità molto simile verso gli aspetti della vita che raccontano nei propri film.
Ne è emerso un ritratto spontaneo, più complesso di quello che ci si poteva aspettare, profondo e decisamente onesto di due tra i più conosciuti registi de cinema italiano
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