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Up In The Air


17.10.2009 - Marco Boccia

Dopo Thank You for Smoking e Juno, Jason Reitman dà vita ad una nuova commedia agrodolce, ironica e cinica: Up in the Air ( Tra le Nuvole, nella versione italiana).

Ryan Bingham ( George Clooney) è un tecnico di fine rapporto, licenzia gente. L’arma che usa, per far saltare la testa di turno, è la parola suadente e tagliente, affilatissima. Up in the air, racconta con piglio sicuro e deciso uno dei mali più deleteri della nostra società, la perdita del posto di lavoro. La bellezza della pellicola risiede nella capacità di raccontare con leggerezza e senza mai cadere in facili luoghi comuni, la condizione di isolamento in cui viviamo. I personaggi di Reitman sono tutti irrimediabilmente soli, isole incapaci di condividere il proprio spazio vitale con un altro essere vivente. Ovviamente contribuisce moltissimo alla riuscita del film, l’ottima prova di Clooney che, grazie ad una recitazione sarcastica e misurata, riesce a calarsi perfettamente nei panni del carnefice in giacca e cravatta, impermeabile alle tragedie umane che produce con il proprio lavoro. Buona in generale risulta essere la prova di tutto il cast, molto ben diretto.

Reitman con la sua terza fatica dimostra di padroneggiare bene il linguaggio cinematografico, usandolo con maestria e attenzione, riuscendo a creare un prodotto che riesce a coinvolgere e convincere anche grazie ad un lavoro in fase di scrittura molto accorto. Insomma un film ricco di spunti, che riesce a non essere mai banale.

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