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American Prince/American Boy: A Profile of Steven Prince


17.10.2009 - Michele Annese

A chi non è capitato di avere un amico di quelli a cui piace raccontare episodi divertenti o di trovarsi ad una festa in cui c’è il solito “cantastorie” che intrattiene gli invitati con esperienze di vita personali e non attorno al quale, inevitabilmente, si crea il capannello di persone.

Ecco, adesso immaginiamo che fra gli invitati ci sia Martin Scorsese, Marty, come lo chiama amichevolmente Steven Prince, il cantastorie appunto. E’ un po’ quello che accade in questo documentario diviso in due. Nella prima parte, risalente al 1978, Scorsese, riprende per 8 ore il suo amico lasciandolo andare a ruota libera, e questi racconta della sua famiglia, dei suoi problemi con l’eroina e di quando ha ucciso un uomo. Nella seconda, il regista Tommy Pallotta, svela al pubblico che fine ha fatto Prince e come ha passato gli ultimi 20 anni.

Documento interessante e foriero di nozioni cinematografiche per certi versi paradossali. Una chicca assoluta il racconto nel quale Prince parla di come salvò la vita di una ragazza con una iniezione di adrenalina al cuore, scena poi riproposta e diventata il cavallo di battaglia in Pulp Fiction di Tarantino. La vita di un uomo cresciuto all’ombra del mondo del cinema diventa spunto di riflessione per capire come nascono poi i grandi capolavori del cinema stesso. Altra perla, la scena di Taxy Driver (di cui Prince e coprotagonista con De Niro) nella quale il regista gli chiede di andare avanti , dal momento che c'è ancora della pellicola, e dove vediamo Prince provare a vendere al protagonista tutto quello che, da tossicodipendente, aveva acquistato in passato.

Personaggio interessante, dunque, questo Prince. Da non perdere.

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