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Lang Zai Ji – The Warrior and The Wolf


20.10.2009 - Andrea Pirrello

Un antica leggenda cinese, una superstizione, come contenitore, pretesto per parlare della natura umana. Seguiamo silenziosamente Lu, attraverso i suoi ricordi, nei momenti chiave del suo rapporto con la guerra e con l’assassinio.

In guerra esiste solo una regola: o uccidi o vieni ucciso” .

Si uccide solo per sopravvivenza, come fanno i predatori. Lu cammina affianco alla morte per tutto il film, anche quando incontra la misteriosa donna della tribù di Harran. I due si accoppiano nel rifugio di Lu proprio come gli animali. Lei gli ripete in continuazione di essere già morta, e gli parla della maledizione. Chi si accoppierà con uno straniero condannerà entrambi a trasformarsi in lupi. Questa notizia non sembra sconvolgere il comandante. Sembra accettarlo come fatto naturale, forse come nuova vita. Da uomo ad animale. Scompaiono le implicazioni morali, si uccide veramente per sopravvivenza.

Estremamente elegante il film ci porta nelle remote regioni della Cina per sopraffarci con i suoi paesaggi. La regia di  Zhuangzhuang lascia che siano le immagini a raccontare, e riesce a costruire un dialogo tra uomo e natura silenzioso che fa rimanere senza fiato. La morte è sempre presente, non abbandona mai l’inquadratura, eppure non si fa soffocante. Il vento gelido che spazza le sconfinate pianure trasmette un tetro senso di pace.

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