20.10.2009 - Marco Boccia A volte la possibilità che il cinema dà di poter raccontare qualsiasi tipo di storia, diviene un handicap insormontabile per la settima arte. Questo perché è vero che tutte le storie possono e devono essere raccontate ma è pur vero che non tutti riescono a farlo. Se poi il filtro per raccontare una storia deve essere il cinema, è necessario che chi vi si avvicina, almeno sappia a cosa va incontro. |

Festival Internazionale del Film di Roma
Fuori Concorso
Regia Jun Geng
Interpreti: Liu Jin Cai (Li Zheng Min), Wang Guo Qing (Yuan Li Guo), Gao Tie Ying (Xu Gang), Liu Jin Bao (Shi Lei)
Sceneggiatura: Geng Jun
Fotografia: Qiu Zhen, Yuan Deqiang
Montaggio: Wang Yaozhi, Li Hongqi
Scenografia: Zhang Xianmin
Costumi: Zeng Bijia
Musica: Liang Long (Second Hand Rose)
Produttore: Zhang Xianmin
Produzione: Indie Workshop
Cina 2008
106'
Storie di ragazzi che vivono alla periferia della periferia dove il denaro è la misura di ogni rapporto e, nel corso delle stagioni, niente cambia finché non si consuma l'ennesima tragedia o non si festeggia una nuova partenza. Nella provincia dello Heilongjiang, ai confini con la steppa siberiana, del miracolo economico cinese non c'è traccia, se non nei racconti di chi torna, magari soltanto per sbrigare le pratiche del passaporto e ripartire verso altre destinazioni. Wu Li è tornata a Hegang dalla remota Pechino ed è pronta a farsi un'educazione per trovare un impiego dignitoso e sposarsi con Jincai;Jinbao, Guoqing e gli amici che sono rimasti, tengono alle pareti i poster di Bruce Lee e Andy Lau, tentando invano di costruirsi un'identità da gangster, ai loro occhi più dignitosa di quella di un minatore o di un operaio.
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