22.10.2009 - Marco Boccia Va bene il film religioso, va bene anche il taglio quasi documentaristico, va bene pure l’eccessiva agiografia, ma la melensa atmosfera, da santa subito che tutto può, senza mai un attimo di esitazione, quella è insostenibile. |

Festival Internazionale del Film di Roma
Concorso
Regia: Margarethe von Trotta
Interpreti: Barbara Sukowa (Hildegard von Bingen), Heino Ferch (Volmar), Hannah Herzsprung (Richardis), Lena Stolze (Jutta), Alexander Held (abate Kuno)
Sceneggiatura: Margarethe von Trotta
Fotografia: Axel Block
Montaggio: Corina Dietz
Scenografia: Heike Bauersfeld
Costumi: Ursula Welter
Musica: Chris Heyne
Produttore: Markus Zimmer
Produzione: Clasart Film
Germania 2009
111'
Hildegard von Bingen - realmente esistita - è la decima figlia di una ricca e nobile famiglia tedesca che si accorge ben presto di avere una spiccata sensibilità visionaria, ma lo nasconde a tutti. Alla nascita è stata promessa a Dio e all'età di 8 anni consegnata ad un Monastero Benedettino. Diventata più tardi la badessa del convento, abile nella medicina, ha una sconvolgente apparizione che le ordina di rivelare messaggi divini di cui è a conoscenza. Nonostante lo scetticismo e il sospetto di eresia, il Papa la sostiene e le concede di pubblicare le sue visioni. La sua vita cambia, costruisce un suo convento e dà vita ad un rivoluzionario approccio umanista e femminista alla fede.
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