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Marpiccolo


22.10.2009 - Marco Boccia

Tiziano vive a Taranto, Quartiere Paolo VI. Tiziano è giovane, molto giovane. Taranto è una città malata, intossicata dai fumi dell’Ilva che inquina tutto ciò che è inquinabile, compresi gli occhi di chi guarda che non vedono altro che degrado, abbandono, incuria. Tutto è deteriorato, compresi i rapporti umani. Nel quartiere Paolo VI vige una sola regola che non prevede eccezioni, quella della violenza, della sopraffazione, dell’annientamento sociale, una zona di frontiera, dove ci sono solo due strade percorribili, la fuga, o la sottomissione alla malavita. La fuga prevede l’essere in possesso di soldi, ma chi vive a Paolo VI non ne ha, quindi, non resta che sottomettersi alla malavita.

Alessandro di Robilant ci introduce con una carrellata iniziale in questa realtà, fatta di ciminiere e ripetitori, catapultandoci in un degrado senza speranza, agonizzante. Un degrado ambientale che diviene solo un contesto in cui far muovere i personaggi, l’Ilva resta sullo sfondo, e vengono fuori prepotentemente le realtà umane, condensate nella figura di Tiziano, interpretato, in maniera sincera e coinvolta, da Giulio Beranek. Tiziano è violento ma allo stesso tempo è provvisto di un’intelligenza che lo rende diverso dagli altri manovali della malavita, la sua intelligenza e l’amore saranno le armi per redimersi.

Marpiccolo
è un film che si regge sulla forza delle interpretazioni e su una sceneggiatura forte e decisa che riesce bene a delineare i personaggi che si muovono sullo schermo, portando lo spettatore ad immedesimarsi, dimenticando di trovarsi dinanzi ad un’opera di finzione. La magia però si spezza nella seconda parte del film, che stenta a tenere la stessa tensione della prima, scadendo in dialoghi scontati e un po’ raffazzonati, che fanno scemare l’attenzione del pubblico. Il pregio più grande di questo film sta, comunque, nella capacità di raccontare senza mezzi termini e senza scadere nel qualunquismo ideologico una storia, difficile, come tante ce ne sono nei quartieri popolari del nostro bel paese. Il valore di Marpiccolo è la capacità di tenere l’attenzione puntata su situazioni che troppo spesso facciamo finta di non vedere, scardinando quel muro di reticenze e silenzi che, uccidono più di un colpo di pistola.

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