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Ottobre piovono libri 2009: Il tempo di Woodstock di Ernesto Assante e Gino Castaldo


23.10.2009 - Giulia Dalla Negra

Nella seconda metà di ottobre si è svolta presso la biblioteca “Villa Leopardi” di Roma la presentazione del libro Il tempo di Woodstock scritto da Ernesto Assante e Gino Castaldo, noti critici musicali del quotidiano "La Repubblica". L’iniziativa, curata da Valerio Rosa (presidente del circolo dei lettori delle biblioteche di Roma), rientra nel ricco calendario di “Ottobre piovono libri: i luoghi della lettura”, manifestazione giunta alla sua quarta edizione, e che vede coinvolti enti, associazioni e istituzioni nella promozione dei libri su tutto il territorio.
Il tempo di Woodstock non è soltanto la cronaca di un evento, ma anche e soprattutto l’analisi delle condizioni storiche che l’hanno generato. Il “grande concerto” appartiene infatti al 1969, anno in cui prende vita concretamente quanto seminato nel 1968. E’ il tempo di una rivoluzione totale e assoluta, che vede coinvolta quasi un’intera generazione di giovani: Woodstock e la musica incarnano la volontà di cambiare il mondo, il potere di renderlo un posto migliore dove vivere.
Gli autori nel corso della presentazione, descrivono questa nuova weltanschauung come “un senso di rivolta pieno di candore politico”, una pretesa di ridefinizione sociale che si riteneva attuabile. Da questa riflessione scaturisce inevitabilmente una domanda legata al nostro contesto nazionale: in che modo e in che misura arriva il ciclone Woodstock in Italia? Assante e Castaldo spiegano che il mito dell’evento si fa strada nel nostro paese, grazie al film realizzato poco più avanti, dal momento che all’epoca la simultaneità delle informazioni si dimostrava ancora un sogno lontano. L’elemento che davvero colpisce è la modalità di fruizione della pellicola: il film viene vissuto come un vero e proprio concerto, le persone che vanno a vederlo vivono la proiezione senza alcuna mediazione, fumando, cantando ad alta voce, vestendosi allo stesso modo degli artisti sullo schermo ed esprimendo a pieno la frustrazione del non aver vissuto quel luogo e quel momento.
Da segnalare, infine, la proiezione durante la presentazione del libro, di alcuni tra gli spezzoni più significativi del concerto: dalla performance di Joe Cocker, che riprende e riadatta un brano dei Beatles sul valore dell’amicizia, sfruttandone la struttura antifonale per creare un gioco di domanda e risposta con il pubblico; alla celebre decostruzione dell’inno americano affidata a Jimi Hendrix all’alba del quarto giorno di concerto e che riflette la lacerante visione della condizione americana del tempo. Hendrix dà vita, del tutto inaspettatamente, a una drammaturgia straordinaria, trasformando l’inno americano in un bombardamento, fatto di note spezzate, fischi e suoni strappati. Così si chiude il racconto di Woodstock, con un ultimo grido disperato in nome di un profondo cambiamento della realtà.


OTTOBRE PIOVONO LIBRI 2009
Biblioteca Villa Leopardi – Via Makallè
Roma

COSI’ I PROSSIMI INCONTRI:

Martedì 27 ottobre – h 19,15

Eithne Gallagher EQUAL RIGHTS TO THE CURRICULUM: MANY LANGUAGES; ONE MESSAGE (Multilingual Matters)
con Paolo Di Mizio


Mercoledì 28 ottobre – h 19,15

Luigi Ferrajoli PRINCIPIA IURIS (Laterza)


Venerdì 30 ottobre – h 19,30

Luigi Serafini CODEX SERAPHINIANUS (Rizzoli)

 

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