23.10.2009 - Marco Boccia Omosessualità e nazismo, diversità e violenza, amore appassionato e dedizione ad un ideale. Di queste e altre e tante dicotomie vive Brotherhood, primo lungometraggio di Nicolò Donato esordiente danese, dallo stile asciutto e sobrio, che ci porta nel mondo, sempre più attuale dei nazi, recrudescenza malata e violenta del nazismo. |

Festival Internazionale del Film di Roma
Concorso
Regia: Nicolo Donato
Interpreti: Thure Lindhardt (Lars ), David Dencik (Jimmy), Nicolas Bro (Michael), Morten Holst (Patrick) Sceneggiatura: Rasmus Birch, Nicolo Donato
Fotografia: Laust Trier Mørk
Montaggio: Bodil Kjærhauge
Scenografia: Thomas Ravn, Lars Ole Kofoed-Hansen
Costumi: Ole Kofoed
Musica: Simon Brenting, Jesper Mechlenburg
Produttore: Per Holst
Produzione: Asta Film
Danimarca 2009
90'
Lars lascia l'esercito ed entra a far parte di un gruppo neonazi, che organizza raid punitivi contro arabi e omosessuali. L'apprendistato alla 'fratellanza' è duro e Lars viene affiancato dal mentore Jimmy incaricato di testarne l'affidabilità e la preparazione sui testi fondamentali stile Mein Kampf. Imprevedibilmente, tra i due scoppia la passione. Un'amore vissuto in segreto, finchè alla fine le regole razziste e violente del gruppo metteranno gli amanti di fronte all'inevitabile contraddizione: tradire i 'fratelli' di ideologia o tradire l'altro e i propri sentimenti. Qualunque sia la scelta, porterà dritti alla violenza, fisica o mentale.
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