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Incontro con Meryl Streep


23.10.2009 - Valentina Iuffrida

Vestito nero, portamento elegante, Meryl Streep entra in Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica, da diva qual è: con passo lento e felpato, accolta da un’ovazione spontanea di un pubblico in fremente attesa.

L’incontro con l’attrice statunitense ospite della IV edizione del Festival Internazionale del Film di Roma per ricevere il Marco Aurelio d’oro alla carriera, si svolge in un clima da grandi occasioni, smorzato dall’ironia e dalla padronanza della scena (e come poteva essere altrimenti) di Meryl, che risponde cortese e ironica alle domande di due emozionatissimi conduttori, Mario Sesti e Antonio Monda.
Parla da donna intelligente e arguta, da donna che ha lavorato ed ha conquisto le platee di tutto il mondo con il talento,l’eclettismo e la sua umanità. "Fare l'attrice significa trovarsi in paradiso interpretando personaggi straordinari dalle vite incredibili, drammatiche o assurde e poi ricadere improvvisamente sulla terra, nella vita di tutti i giorni: è una vita di assoluta incertezza. La vita di chiunque lo è. Ma l'attore sa che è fatta proprio di questo, di questa provvisorietà, più di chiunque altro".

Un’interferenza disturba i microfoni e Meryl scherza, scherza su di se e sul campo magnetico che lei emanerebbe, e che a quanto pare le crea non pochi problemi con tecnologia: “avevo un computer due anni fa, è morto. L’ho sostituito, è morto. Ho comprato un IPhone: morto anche quello. E anche il telefono che abbiamo a casa non sta tanto bene...ma forse in questo momento a creare problemi sono i diamanti che indosso…”.
Una diva è sempre una diva.

Scorrono le immagini di alcuni dei suoi film più amati come Manhattan, Kramer contro Kramer o Il Cacciatore, e la Streep ci racconta aneddoti sui suoi amici Bob De Niro e Dustin Hoffman, e su John Cazale, collega e compagno fino al ’78, anno in cui si spense per un cancro ai polmoni all’età di 42 anni. Su di lui il documentario I Knew It Was You di Richard Shepard proiettato prima di questo incontro proprio su richiesta dell’attrice, che tiene molto a questo lavoro realizzato per ricordare un attore che ha girato solo cinque film nella sua carriera, che hanno ottenuto però complessivamente 40 nomination all’Oscar.

Un attore stimato, un essere umano amato dagli amici, e dalla divina Meryl che nei racconti di chi l’ha vista negli ultimi giorni assieme a John, è anche una donna straordinaria.

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