25.10.2009 - la Redazione Anche questa quarta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma è giunta al termine, e si è conclusa con una particolare cerimonia di premiazione, tra il faceto e l’elegante.
Presenti in sala, oltre a giurie e premiati, le autorità politiche locali, il presidente della Provincia Zingaretti, il ministro Gianni Letta, e il sindaco di Roma Alemanno. A condurre la serata, Vanessa Incontrada, momentaneamente in prestito da Zelig Circus, e a tratti un po’ impacciata.
Molti i riconoscimenti prevedibili. Il premio come Migliore Attrice è andato ad Helen Mirren, meritatissimo per The Last Station. La Mirren, elegantissima, come cittadina onoraria di un piccolo paese della Puglia, ha voluto ringraziare in italiano la giuria, il pubblico, e il cinema italiano che l’ha ispirata.
Miglior attore Sergio Castellitto, per Alza la testa, film di buone premesse ma imperfetto, che però può vantare quella che crediamo sia il migliore personaggio costruito per Castellitto fino ad ora.
Due premi per L’uomo che Verrà, scontati forse, e anche eccessivi data la mancanza di compiutezza, dell’opera. Inaspettata sicuramente la vittoria del Marco Aurelio d’Oro del film Brotherhood, opera forte, realizzata con sensibilità e bravura. La scelta si dimostra incredibilmente aderente alla realtà della cronaca della nostra città, non che questo abbia potuto influenzare la giuria, ma di certo dimostra la volontà del Festival di far riflettere sul nostro presente e sulle nostre identità.
La premiazione si è conclusa con un momento di vero spettacolo: la consegna del Marco Aurelio alla Carriera a Meryl Streep. La diva, in tutta la sua eleganza, ha scherzato con Tornatore che le ha consegnato il premio, e con Verdone suo fan da sempre, e ringraziando la giuria e il cinema italiano, ha voluto giocare con l’amica Helen Mirren, facendole il verso e rubandole la scena.
Scelte ponderate, tra il meritato e lo scontato, che denotano una netta evoluzione da parte di un Festival così giovane. Non resta che attendere la V edizione nel 2010. |