29.10.2009 - Maria Rosaria Donisi Piroette, Attitude, Arabesque, Battement tendu, Battement jeté. Con il concetto di Tanztheater la Bausch è riuscita a modificare gli orizzonti culturali ed estetici della danza del nostro tempo. Danzatore e attore sono termini che evocano tradizioni e istituzioni teatrali, culture e contesti diversi. Tuttavia, se la danza da sempre è sinonimo di comunicazione, con il Teatro della danza il movimento viene messo nettamente al servizio del sentimento. La tecnica e i passi non sono più fondamentali come in ogni balletto da repertorio che si rispetti, ma ciò che acquista reale importanza è il danzatore e il suo universo emotivo.
Così diceva Pina Bausch in un’intervista in occasione del Premio Europa ricevuto a Taormina nel 1999.
Non è stata una regista, come molti hanno cercato di definirla, fuorviati probabilmente da improprie traduzioni/interpretazioni del termine Tanztheater, né una coreografa, ma molto più semplicemente una "Compositrice" della danza.
Il suo passo era un gesto totale in un teatro totale.
Nel 1973 cominciò il suo lavoro come coreografa nella compagnia stabile del Wuppertal Thanztheater. Rarissime le sue apparizioni come danzatrice sul palco, memorabile quella di Café Müller (1978), il suo capolavoro: quaranta minuti di danza su musica di Henry Purcell, per sei interpreti in tutto.
commenterà Federico Fellini dopo aver visto lo spettacolo.
Nel 1982 la Bausch apparirà nella pellicola E la nave va, di Fellini.
Nel 2002 Almodòvar immortalò l'artista nel prologo del film Parla con lei: la pellicola inizia a teatro, con lo spettacolo di Pina Bausch Café Müller .
Nel 1983 la Bausch vinse il Premio Ubu; un secondo Premio Ubu le fu assegnato nel 1990 ed un terzo nel 1997.
Nel 1999 le venne assegnato il Premio Europa per il Teatro e la laurea honoris causa in arti performative dall'Universita' di Bologna. Nel 2003, a Parigi, fu nominata Cavaliere dell'ordine nazionale della Legion d'onore, mentre nel 2006, a Londra, le venne conferito il Laurence Olivier Award e venne nominata direttrice onoraria dell'Accademia Nazionale di Danza di Roma Gesto, e musica, e suono, e anima, e ricerca dell’amore, tracciano sul palcoscenico panorami desolati della vita sociale, la difficoltà di comunicare, il sogno di un’infanzia perduta. Sono questi i temi ossessivi del suo teatro.
L’omaggio a Pina Bausch, dopo la sua recente scomparsa il 30 giugno scorso, è doveroso e non retorico.
Il mondo si è ritrovato d’improvviso orfano di un’artista meravigliosa che ha rivoluzionato i modi espressivi e le funzioni del linguaggio della danza. |

Pina Bausch
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